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LA VEDOVA NERA DEI FUMETTI MARVEL scritta da me

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Famed Member
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PROLOGO

New York city. In un nascondiglio segreto, un folto gruppo di ninja della “Mano” osserva delle diapositive dove è ritratta la loro pericolosa nemica, Elektra Natchios, che uccide a colpi di Sai, cioè delle spade corte giapponesi, diversi assassini in nero. Le diapositive sono presentate da uno dei capi della “Mano”: Satoshi Masamune, un trentacinquenne in doppio petto bianco dagli occhi pieni di follia e determinazione.
- Osservate, osservate come la nostra ex-allieva, Elektra Natchios, si disfa dei nostri migliori assassini! – esclama Satoshi, indicando la donna ai suoi interlocutori – E pensare…e pensare che non molto tempo fa questa donna vestita di rosso era morta e sarebbe potuta risorgere come servitrice fedele della “Mano”! Ora, osservate… - continua a dire Satoshi – è divenuta peggio di prima e dire che per un po’ di tempo era divenuta una dei “Casti”. Ma il richiamo del sangue l’ha ritrasformata in quella femmina ribelle e senza padroni, che era nella sua prima vita! E di chi è la colpa di questo ? - domanda Satoshi, cambiando diapositiva col telecomando portatile del proiettore e mostrando un uomo dal costume e dal cappuccio scarlatto - Del suo ex-amante dei tempi che furono, del vigilante Devil, alias l’avvocato non vedente Matt Murdock, addestrato dal nostro temibile avversario Stick, e solo per questo deve morire…M a non solo lui, - un’altra pressione sul telecomando e una donna capelli rosso fuoco dal costume nero sostituisce Devil - anche questa donna partecipò alla resurrezione d’Elektra, la conoscete tutti, si chiama Natasha Romanoff, la spia vestita di nero conosciuta col nome in codice di VEDOVA NERA!!!! -

NATASHA ROMANOFF, LA LETALE VEDOVA NERA IN: UNA “MANO” DI TROPPO!

Un racconto scritto da Marco Poggi, ispirato ai personaggi di Stan Lee & Frank Miller.

Parla Natasha Romanoff in prima persona: Mi chiamo Natasha Romanoff, nome in codice “Vedova Nera”, professione spia freelance. Di solito, a quest’ora, sarei vestita di nero, a caccia di microfilm, a giocare a fare 007, in qualche luogo sperduto del mondo. Ma stasera sono a New York, a fingere d’essere quella che vorrei sempre: una bella donna, vestita d’Armani, accompagnata da un uomo attraente, che mi vede solo come una ricca ereditiera di un casato russo. No, non è un agente segreto, ma un comune riccone che risponde al nome di Jonathan Winters. Ci conosciamo da poco più di un mese, ma ci siamo subito piaciuti. Stasera siamo andati a teatro, poi a mangiare al “Ritz”, ma adesso la Porche di Jonathan è posteggiata vicino al mio attico ed è da 15 minuti che ci sbaciucchiamo come liceali. Mi chiedo se Jonathan sia serio e se questo legame durerà. Con il mio “lavoro”, legare con dei “civili” può essere pericoloso.
- Sei una donna affascinante, Natasha! – esclama il mio accompagnatore, stuzzicandomi con quella sua barba castana e affascinandomi con i suoi occhi blue – Ho passato una bellissima serata! – ed io:
- Anch’io, Jonathan, e non sai quanto ti ringrazio di questo! – e lui:
- Allora perché non m’inviti su da te, a bere qualcosa ? – ed io, abbassando lo sguardo:
- Non così presto, ci conosciamo così da poco tempo che non vorrei affrettare i tempi! –
- Cosa mi nascondi, Natasha Romanoff ? – mi chiede Jonathan – Il cadavere del tuo defunto marito, forse ? – ed io, ridendo gli rispondo:
- Ma cosa dici, Jonathan ? Dico solo che è troppo presto per estendere il nostro rapporto. – e lui:
- Va bene, Nasha, ma non attenderò per sempre! Lo vedo dai tuoi occhi che sei una donna troppo sola, che hai bisogno di qualcuno che ti stia accanto…Se solo tu ti confidassi con me! – ed io, aprendo la portiera dell’auto ed uscendo fuori, lo saluto dicendo:
- Jonathan, sei un uomo meraviglioso, ma è ancora presto per le confidenze e i segreti di famiglia. Sei molto caro, - con la mano destra gli accarezzo la guancia – ti giuro che sarò io a venire da te al più presto e sarà una notte fantastica, te lo prometto. Buonanotte! – e lui, ricambiando la carezza, mi dice:
- Attenderò con ansia quel momento, Nasha! Buonanotte! –
Jonathan chiude la portiera, parte a tutto gas, lasciandomi sola con i miei pensieri, mentre mi accingo a salire lentamente le scale che portano al mio attico. Se mi sento sola ? Certo che si, mi mancano un sacco gente, Ivan Petrovich, il mio patrigno, il prode Ercole, lo scatenato Clint, il dinamico Matt, ma soprattutto Alexy, il mio defunto marito. Certo, ci sono le chiamate di Nick Fury, il direttore dello “S.H.I.E.L.D.”, ma non sono il tipo che porta a letto i superiori, soprattutto gente come il vecchio Nicholas. Arrivo nel mio attico buio, accendo la luce, ma il mio animo è ancora buio. Forse dovevo accettare l’offerta di Jonathan, forse dovevo farlo salire. Mi tolgo il vestito, mi libero dei miei “trampoli” d’argento da 12 centimetri di tacco che chiamo scarpe, vado nel mio armadio per indossare una vestaglia e trovo…UN NINJA NERO FRA I MIEI VESTITI!

(FINE PRIMO EPISODIO)


 
Posted : 02/11/2006 2:46 pm
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(SEDICESIMO EPISODIO CONCLUSIONE)

Mentre sto per ucciderla, un raggio mentale di Modok mi allontana dalla preda. Naturalmente lo scanso in tempo, ma questo mi costringe a lasciare Etta Feel svenuta a terra. Rendendomi conto che sono ancora nella stanza del reattore, mi allontano da quel luogo, fingendomi impaurita. Modok mi attacca più volte con il suo raggio, mentre io salto a destra e a sinistra per i corridoio della base. Arrivo nella sala di controllo, vi entro dentro e non badando al fatto che dietro a me c’é Modok, armato come non mai, sbaraglio i tecnici in giallo, usando i colpi più raffinati ed eleganti.
- Vedova, sei spavalda! – esclama Modok, puntandomi il super-fucile energetico contro – Ma qui siamo nella sala controllo, non nella stanza del reattore e un colpo ad intensità bassa di questo fucile ti trasformerà in pulviscolo! –
Modok preme il grilletto e spara. Grazie alla mia agilità e ai miei stivali adesivi scanso il colpo per un soffio, ma vedo disintegrare al mio posto l’intera consolle di comando, con gli uomini in giallo svenuti. A questo punto, mi spavento e cerco d’immaginarmi quali danni potrebbe fare quel nanetto, se gli permetto di sparare ancora.
- Non ti lascerò sparare il secondo colpo, mostro! – esclamo, saltandogli addosso con un calcio volante che proietta lui e la sua sedia a reazione verso il muro.
- Arrgh! – urla Modok, vedendosi colpito una seconda volta dalla mia furia.
- Prima di tutto, via quest’arma malefica! – esclamo, disarmando Modok con un calcio – Poi, via questa fascia energetica che ti porti in testa! – continua strappandogli la fascia con le mie mani – E infine, gustati questo “morso di vedova” in pieno volto! – e sparo addosso a lui una raffica che lo allontana d’alcuni metri.
- Maledizione, devo fuggire! – esclama Modok, provando a scappare con la sua sedia a reazione.
- Aspetta, Modok! - esclamo, lanciandogli un cavo,. che lo avvolge tre volte – Non hai fatto il tuo girotondo quotidiano, tovarich! – e, così dicendo, lo proietto contro il muro, usando tutta la mia forza.
Modok cade a terra, privo di sensi. Ho vinto, sto per impossessarmi del super-fucile quando improvvisamente dietro di me sento due voci familiari: Etta Feel e Jackson Speed.
- Vedova Nera, non ti sarai scordata di noi! – esclama Etta Feel, inquieta, armata con la sua Walther P. 38.
- Ci dia il fucile e non le faremo del male, signora Romanoff! – continua Jackson Speed, cercando di rimanere calmo.
- No, è un’arma pericolosa, non sapreste come usarla! – affermo io, prendendola nelle mie mani.
- POCHE CHIACCHERE E CI DIA IL FUCILE! – esclama Speed – Abbiamo dei clienti che sono interessati a questa merce! -
- Clienti ? Vuole dire macellai, Speed! – rettifico, usando un tono serio. – Siete solo due assassini da quattro soldi, signori! -
- Tu pensi d’essere migliore di noi, Vedova ? – domanda, furiosa, Etta Feel – Per poco non mi uccidevi, poco fa! –
- C’è un destino peggiore della morte, Etta Feel… - comincio a dire, voltandomi verso di loro e puntando addosso ai due il fucile – ED E’ VIVERE FRA UN VARCO DIMENSIONALE E UN ALTRO! – premo il grilletto e i due iniziano a brillare.
-MALEDETTAAAAAA…COME SAPEVIIIII ? – si domandano i due all’unisono, mentre iniziano a scomparire.
- Nick Fury mi ha detto come usarlo, signori! – rispondo io, con voce calma - Ora vivendo in quel limbo non farete più male a nessuno! –
- RITORNEREMOOOOO….- esclamano, sparendo del tutto.
- Forse, ma certamente non con l’aiuto di quest’arma! – mormoro, smembrandola in due pezzi con una ginocchiata – Nessuno dovrebbe averla, né l’“A.I.M.”, né lo “S.H.I.E.L.D.” e nemmeno io! – e, così dicendo, mi allontano dalla sala di controllo, chiamando via radio aiuti, mentre il super-fucile giace a terra spezzato in due parti.

Prossimo numero: Anche le spie sono derubate.

Marco Poggi


 
Posted : 01/02/2007 3:47 pm
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Famed Member
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Si conclude l'eccitate saga/omaggio al serial "THE AVENGERS - AGENTE SPECIALE", con la Vedova Nera che distrugge l'arma bramata dall' "AIM" e dallo "S.H.I.E.L.D.". Se credete, però, che i problemi siano finiti, aspettate di leggere il DICIASSETTESIMO EPISODIO della serie!

Marco Poggi


 
Posted : 01/02/2007 3:49 pm
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Famed Member
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ANCHE LE SPIE SONO DERUBATE.

Parla la Vedova Nera in prima persona: Mentre l’auto volante che gli agenti della “S.H.I.E.L.D.” mi hanno prestato sfreccia nei cieli di Manhattan, ancora mi rimbombano in testa le parole infuocate di Nicholas Fury, che è rimasto deluso dal fatto che gli ho restituito il super-fucile energetico spezzato in due. Avevo chiamato gli agenti della “S.H.I.E.L.D.” per radio per arrestare Modok e i suoi complici in giallo, facendoli venire nella base londinese dell’“A.I.M.” e Nick Fury, sbuffando, mi chiese spiegazioni riguardo al super-fucile danneggiato che gli agenti in blue dello “S.H.I.E.L.D.” avevano recuperato. Da lì, nacque una discussione nella sala conferenze dell’Elivelivolo fra me e Nicholas.
- Secondo te, cosa ci dovrei fare con questi due pezzi di ferraglia, Natasha ? – mi chiese Fury, fumando il suo Havana e tenendo in mano i due pezzi del super-fucile energetico.
- Potresti distruggerli completamente, Nicholas! – gli risposi, sorridendo, seduta in una sedia.
- Io non ti capisco, - esclamò Fury, girandomi in torno – ti diamo le due chiavi originali e ti dotiamo di un “Life Model Decoy” con le tue sembianze per incastrare Jackson Speed, Etta Feel e il loro misterioso capo, ti diamo la massima fiducia, dopo che tu ci hai promesso di sottrarre per conto nostro il super-fucile energetico…e tu che fai ? Scopri che dietro a tutto c’è quel mostro Modok, sgomini lui e i suoi uomini dell’“A.I.M.”, intrappoli fra due dimensioni Speed e Feel e alla fine distruggi l’arma che dovevi darci ? –
- Dovevi vedere il suo potere, Nicholas, non potevo fare altrimenti. – replicai io, prontamente – Con un solo colpo a bassa intensità Modok aveva disintegrato la sala operativa della sua base con i tecnici che avevo messo fuori combattimento e ho avuto paura – alzai la voce e continuai -. Se non mi fossi scansata in tempo, amico mio, potevo essere io distrutta da quel raggio mortale! Certo, erano dei terroristi, ma erano anche persone come me e te, che si meritavano ben altra sorte! –
- Però il fucile ce lo dovevi restituire intatto, Natasha! – esclamò Fury, fumandomi in faccia.
- Già, è vero, dovevo farlo. – ammisi, diradando il fumo con la mano destra – Ma come lo avreste utilizzato, con saggezza o con sventatezza, Nicholas ? –
- Che domanda, con saggezza, Natasha, noi siamo i buoni! – affermò Fury, buttando per terra i due pezzi di metallo.
- Ah, che battuta degna di John Wayne, Nicholas – esclamai io – Forse tu, Dum Dum Dugan, la contessa Valentina Allegro de la Fontaine e il dottor Gabriel Jones lo siete, ma cosa mi puoi dire degli altri agenti in questo operanti in elivelivolo ? Sicuro che tutti siano puliti ? – Nicholas abbassò lo sguardo per alcuni secondi, raccolse i due pezzi di metallo, li guardò attentamente poi mi rispose:
- Almeno potevi restituirmi intatta la “chiave di Scorpio”, era un ricordo di famiglia! – ed io, alzandomi in piedi dissi:
- Un’arma energetica non può essere un bel ricordo, Fury. Vuoi ricordarti di tuo fratello ? Bene, fallo, ma cerca di pensare a lui quando era felice assieme a te, non quando ti combatteva!!! –
- Dovrei arrestarti per insubordinazione, Natasha. – mi disse Nick.
- Invece non lo farai, perché sai che ho ragione! – risposi io – Un’arma come il super-fucile in mano all’“A.I.M.” o allo “S.H.I.E.L.D.” rimane pericolosa! Dai retta a me, Nicholas, distruggila! – esclami ad alta voce avvicinandomi all’uscita della sala conferenze – Non ti far tentare dalla sua potenza, non giocare a fare dio quando non sei altro che un uomo! Preferisco scontrarmi alla pari con i miei nemici, fallo anche tu con i tuoi! –
Dopo avergli detto questo, il colonnello mi accompagnò all’hangar, mi diede in prestito un’auto volante e mi accomiatai da lui, dirigendomi a New York, nel mio attico a Park Avenue. Avrei potuto consegnare a lui quel super-fucile intatto, ma penso di aver fatto la cosa giusta rendendolo inoffensivo. Ora tocca a Fury scegliere e credo che sceglierà bene. Velocemente, arrivo nei pressi del mio quartiere, disinnesco l’aereo-sistema dell’auto volante e parcheggio davanti al portone del mio palazzo. Stanca, ma contenta del mio operato, entro nel palazzo, evito di chiamare l’ascensore e salgo le scale velocemente, giungendo all’ultimo piano. Mi avvicino alla porta del mio appartamento e noto, con mio stupore, che è stata forzata. Apro completamente la porta di casa, accendo la luce e caccio un urlo di terrore! L’ultima volta che sono stata qui, nemmeno due giorni fa, tutto era in ordine, ed ora ciò che mi si presenta davanti agli occhi è un appartamento vuoto, senza mobili, senza elettrodomestici, telefono, foto, quadri e gioielli…SONO STATA DERUBATA, come una qualsiasi ricca signora dei quartieri alti, IO UNA SPIA INTERNAZIONALE!

Prossimo numero: Il tesoro della Vedova.

Marco Poggi


 
Posted : 12/02/2007 8:21 pm
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Ci sono tresori e tesori che custodiamo gelosamente. Quelli di Nick Fury sono le armi, detestate xcosì tanto dalla Vedova Nera, e quelli di Natasha Romanoff sono i gioielli di famiglia e le fotografie che la ritraggono con chi l'ha amata. Inizia una nuova saga per la Vedova Nera, una saga diversa che la vedrà impegnata in un'avventura urbana.

Marco Poggi


 
Posted : 12/02/2007 8:24 pm
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IL TESORO DELLA VEDOVA.

Parla la Vedova Nera in prima persona: Travestita da barbona, giungo davanti all’uscio dell’appartamento di Matt Murdock, dopo essere sfuggita alla curiosità dei fotografi e dei giornalisti. Aiutata dai poliziotti, che avevano piantonato il palazzo dove abito, sono riuscita ad evitare interviste e fotografie compromettenti. Tutti i miei guai sono iniziati quando stasera, rincasando dopo una missione in Inghilterra, ho scoperto che dei ladri d’appartamenti erano entrati nel mio attico, forzando la porta d’ingresso, e avevano portato via tutto: mobili, quadri, specchi, tv, hi-fi, computer, le medaglie e le foto del mio passato. Ero stata derubata, come una qualsiasi ricca signora di Manhattan, io, Natasha Romanoff, la spia internazionale conosciuta come Vedova Nera! Dopo alcuni minuti di sgomento, ho preso il mio cellulare, ho chiamato la polizia e ho denunciato il furto. E ora sono davanti all’uscio di Matt Murdock, avvocato non vedente di giorno, vigilante in costume scarlatto di notte, per chiedere a lui un letto per la notte. Io e Matt abbiamo avuto molte avventure in passato, sentimentali e adrenaliniche, ora siamo solo amici, ma sono sicura che non rifiuterà di aiutarmi. L’ora è tarda, ma suono lo stesso il campanello. Alcuni secondi più tardi, sento una voce amica che domanda:
- Chi è a quest’ora ? –
- Sono Natasha, Matt, aprimi per favore, è importante. – gli rispondo.
- Subito, Natasha! – mi dice Matt aprendo la porta.
Matt è in vestaglia, stava dormendo, non ha indosso il costume da Devil, forse perché è ancora convalescente dopo lo scontro con i tizi della Mano che l’avevano ridotto a mal partito. I suoi occhiali rossi brillano, i suoi capelli ribelli sono arruffati, ma il suo sorriso mi rinfranca. Fortunatamente è da solo e non è in compagnia d’altre donne, anche perché il riposo si addice ai guerrieri feriti.
- Ciao, Matt,! Hai un letto caldo per una povera profuga russa ? – gli domando, sorridendo.
- Un letto ? – ripete Matt, stupito – Ma che ti è successo, rossa ? –
- Fammi entrare, prima! – gli dico.
Matt annuisce, io entro e lui chiude la porta. Mi giro verso colui che è chiamato anche “l’uomo senza paura” e noto che le sue narici ultra-sensibili sono già all’opera. Matt ha subito scoperto che l’olezzo del grasso copre il mio solito odore e mi domanda:
- Che succede, Natasha ? Sembra che ti abbiano rovesciato addosso un barattolo di grasso per motori, oppure è una tua trovata ? – ed io rispondo:
- E’ una mia idea, per sfuggire dai paparazzi! – e lui:
- Perché, cos’è successo ? – domanda.
- Dei ladri d’appartamenti sono entrati nel mio attico e, come dire voi americani in gergo, “mi hanno ripulita di tutto”! – gli confesso, un po’ intristita.
- Cosa ? Stai scherzando, vero ? Tu, la Vedova Nera, la spia internazionale più quotata, derubata nel tuo attico!- si stupisce Matt – E cosa ti hanno preso ? –
- Mi hanno preso tutto, Matt, anche le nostre a San Francisco! – rispondo – Sono avvilita, Matt, perché proprio io ? -
- Perché certa gente ti vede solo come una persona ricca! – dice Matt con tono fermo e deciso – Sei una donna che appare spesso nei giornali e nei rotocalchi, Natasha, e il tuo appartamento sarà stato un obiettivo appetitoso per quei ladri d’appartamenti, la tua mobilia significa solo molti soldi per le loro tasche e per quelle dei ricettatori! –
- Posso farmi la doccia, Matt ? – chiedo al mio ospite, fingendo una freddezza glaciale – Mi sento sporca dentro e fuori, poi ti racconto tutto! –
- Okay, fa con comodo, Natasha! –
L’acqua cade giù veloce, mentre con la spugna insaponata rimuovo il grasso dalla mia pelle. E senza accorgermene inizio a piangere come una bambina. Allora non sono intoccabile, non sono privilegiata, sono una donna come tutte le altre. Non m’importa dei mobili, degli specchi, del computer e dell’hi-fi. Ho ancora molti soldi in banca, quelli si possono ricompare! La cosa grave è che quei ladri hanno rubato anche i miei ricordi. Per loro sono solo foto e medaglie, ma per me sono la mia vita. Alexi, Clint, Matt, Ercole, il mio primo balletto al Bolscioi di Mosca, le mie scarpette da ballo! Sono cose che tengo anche nel cuore, ma che per me sono preziose più della vita! Per una come me, che ha deciso di vivere un’esistenza solitaria, i ricordi belli e brutti sono i veri tesori da custodire. Diavolo, come vorrei avere qualcuno accanto a me. Da quando Ivan Petrovich, il mio patrigno, è tornato in Russia, mi sento così sola!
Esco dalla doccia e mi rivesto in fretta prendendo dalla sacca, che ho posato a terra, un abito pulito. Matt, intanto, ha preparato un bricco di caffè e, non appena mi accomodo nella poltrona del soggiorno, me ne porge una tazza fumante, sedendosi, poi, davanti a me nel divano di fronte a me.
- Allora, Natasha, ora che sei comoda, dimmi tutto! – mi dice Matt, sorridente.
- Ve bene, Matt! – faccio un bel respiro ed inizio a dire – Non appena mi sono accorta che la porta del mio attico era stata forzata e avevo visto ciò che i ladri avevano fatto, ho chiamato la polizia, dopo un attimo di smarrimento…Però, buono questo caffè! – affermo sorseggiando la tazza – Miscela italiana, vero ? -
- Si, continua! -

(FINE DICIOTTESIMO EPISODIO)


 
Posted : 15/02/2007 8:40 pm
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(DIOCIOTTESIMO EPISODIO CONCLUSIONE)

- Ebbene, i poliziotti sono arrivati di volata, così come i giornalisti e i fotografi che si erano ammassati curiosi sotto al palazzo. – continuai a raccontare - Fui interrogata dal capitano Trenton del distretto centrale che mi parlo di certi furti d’appartamenti di alcuni V.I.P.! Io mi sono offerta di aiutarlo nelle indagini, ma lui ha respinto il mio invito, dicendomi che sarebbe stato più costruttivo andare a dormire da qualche conoscente. –
- E…quale conoscente migliore se non il sottoscritto, il tuo vecchio “amico” Matt Murdock ? – m’interrompe Matt.
- Giusto, Matt! – esclamo – Trenton fu delizioso, così delizioso che mi aiutò anche ad uscire dal palazzo facendomi evitare paparazzi e giornalisti! –
- Il “solito trucco” della sosia della V.I.P. che non si vuole concedere alla stampa ? – domanda Matt, ridendo.
- Si, certo! – rispondo – Io e un’agente femminile ci scambiammo gli abiti ed io uscii dal palazzo nelle vesti di una poliziotta. –
- E poi ? –
- Poi, appena arrivata alla centrale di polizia, ho lasciato le vesti da poliziotta e mi sono fatta dare dei vestiti da vagabonda, dagli agenti della buoncostume. Mi sono spalmata addosso un bel po’ di grasso e sono uscita in strada per raggiungere a piedi il tuo appartamento, infilando vestiti puliti nella sacca che mi sono portata appresso! –
- Interessante! – esclama Matt – Ma nella tua tragedia, sei stata fortunata! A te, dei comunissimi ladri d’appartamenti hanno solo “ripulito” l’attico. A me, alcuni anni fa, un boss del crimine aveva distrutto la mia casa, la mia reputazione e mi aveva quasi fatto impazzire! –
- E’ ancora profonda quella ferita ? – domando al mio ospite.
- Lasciamo perdere, Natasha! Ora sei tu che devi reagire! – afferma Matt, serio – Loro non sanno chi hanno derubato, io sì e ti aiuterò a stanarli, se vorrai! –
- No, Matt! E’ una faccenda mia, e poi, vedo che sei ancora convalescente! – esclamo, notando le fasciature nascoste dalla vestaglia. – Dimmi solo da dove posso iniziare! – e Matt subito mi chiede:
- Ti dicono niente Turk, e il “Josie’s bar” ? –
Non rispondo nemmeno, mi limito solo a sorridere.

Prossimo numero: Operazione “sottoveste”.

Marco Poggi


 
Posted : 15/02/2007 8:42 pm
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Torna in gioco Matt Murdiock, l'avvocato non vedente che in realtà è il supereroe Devil. Natasha è stata derubata dei suoi tesori da dei normalissimi topi d'appartamento e siccome è una super-spia decide d'agire per conto suo, consultando inizialmente il suo ex-amante. Questo episodio mette in evidenza le debolezze della Vedova Nera che non può fare a meno di piangere mentre si sta facendo la doccia, un pò come Lupin quando Mamoo gli sottrae Fujiko, il suo tesoro, davanti ai propri occhi. La Vedova Nera è comunque stimolata ad agire da Matt Murdock, che le infonde nuove energie per andare avanti. Questa Vedova Nera non la 007 dei primi sedici episodi, è una donna disperata che agisce in incognita travestendosi per scovare i malfattori. Inizia, dunque, una storia urbana che porterà Natasha Romanoff a fidarsi dai personaggi più bizzarri e meno convenzionali, come l'informatore di Devil, il baffuto e afro-americano Turk, che vedrete comparire nel prossimo capitolo. Fatemi sapere se vi piace, ok ?

Marco Poggi


 
Posted : 15/02/2007 8:51 pm
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OPERAZIONE “SOTTOVESTE”.

Parla la Vedova Nera in prima persona: Turk, un ometto di colore baffuto, facile alla bottiglia e alle belle donne, è l’informatore di Devil, anche se talvolta l’“uomo senza paura” per potergli cavare fuori un’informazione deve “scuoterlo” un po’. Turk è un frequentatore del “Josie’s bar”, locale malfamato di “Hell’s Kitchen” pieno di giocatori d’azzardo, spacciatori, stupratori, prostitute e ubriaconi. Se fossi il mio amato Devil quasi sicuramente darei inizio ad una rissa, perché il diavolo di “Hell’s Kitchen” non è amato dai frequentatori di questo bar. Essendo una donna, posso attirare l’attenzione di Turk in un altro modo. Una parrucca bionda e riccia, dei vestiti succinti, una minigonna veramente microscopica, delle sensuali calze a rete, delle scarpe rosse con i tacchi a spillo e la letale Vedova Nera cede il posto ad Olga, donna di facili costumi. Seduta al bancone, noto Turk e alcuni suoi amici che stanno giocando a poker ad un tavolo vicino alla finestra. Mentre sorseggio la mia birra, faccio in modo che Turk si accorga di me e quando lui si volta, come una vera mangia-uomini gli strizzo l’occhio in maniera sensuale. Poi, gli lancio un paio di baci e lui subito sorride come un ebete. E’ “cotto”, lo capisco subito, ormai guarda più il bancone che le carte che ha in mano. Dopo aver pagato il conto, ancheggiando, esco dal locale, sicura del fatto che Turk non mi toglierà più gli occhi di dosso. Infatti, non appena mi nascondo in un vicolo vicino al bar, neanche 2 minuti più tardi, noto la sagoma di Turk sbucare fuori dall’oscurità, in cerca della donna che l’aveva sedotto con strizzate d’occhio e baci. Sorridendo, decido di non “concedermi” subito all’informatore, così decido di attenderlo a casa sua, entrando nella sua “topaia” usando il mio personale passepartout. Essendo una spia mi sono informata su Turk e quindi so bene dove vive. Mi accomodo sul suo letto a due piazze col materasso ad acqua e attendo che lo sventurato ometto rincasi, triste e sconsolato.
Dopo un’ora sento il rumore di una chiave che gira nella toppa: Turk è rientrato a casa. La sua bocca pronuncia frasi sconce e parolacce, maledice le donne, in special modo le prostitute, vuole solo spogliarsi e dormire. Ma quando entra in camera da letto e mi vede sdraiata nel suo letto in una posizione sexy, gli occhi “gli escono dalle orbite” e mi chiede:
- Ehi, e tu che ci fai qui ? Chi ti ha fatto entrare ? -
- Ti aspettavo Turk! – gli rispondo, mostrandogli la mia forcina per capelli – Ho usato il mio passepartout per entrare e farti un’improvvisata! –e lui:
- Ma davvero ? E allora perché mi hai fatto girare a vuoto per un’ora ? – ed io, avvicinandomi a lui ed accarezzandogli i capelli:
- Perché, volevi “consumare” per strada, Turk? – poi, gli sussurro all’orecchio con una voce calda – Non è più intimo qua ? Pensavo che volessi farlo a casa tua e io mi sono informata su di te! – e Turk:
- Sei una delle donne di Vincent, eh ? – ed io ridendo:
- Ah-ha, si dice il peccato e non il peccatore.-
- Ahh, lo sei! Solo Vincent può permettersi donne del tuo genere! – ammette Turk eccitandosi – Come ti chiami ? – ed io accarezzandogli i capelli:
- Olga, vengo dal fiume Don! – lo bacio in bocca con passione, facendogli lo sgambetto con la gamba destra.
- Ahia, mi hai fatto male al sedere! – si lamenta cadendo per terra come un sacco di patate - Sei tosta, eh Olga ? Mi piacciono le donne toste e ancor più le sorprese notturne! Lascia che mi tolga questi stracci per te, bella! – ed io tirandolo su e sbattendolo al muro gli dico:
- Non è necessario che ti spogli, Turk, possiamo anche farlo qui! –e lui, balbettando risponde:
- Be…be…bene! – ed io, sempre con voce sexy e calda gli dico:
- Prima però, vorrei farti una domanda! - e lui, eccitato mi risponde:
- Dì pura Olga, io sono pronto! –
- Cosa faresti se ti dicessi che una mia cara amica è stata derubata nel suo appartamento ? –e lui, con voce ferma:
- Andrei dai ladri e farei loro sputare il maltolto! Perché è successo davvero ? –
- Si, Turk, è successo davvero! –
- E chi è la tua amica, come si chiama ? –
- Una donna dai lunghi capelli rossi, dallo sguardo triste ma fiero di nome Natasha! –
- E chi è il suo protettore, un certo Boris per caso ? – ed io, gli rispondo:
- No, lei si protegge da sé, non è un cartone animato, è una donna vera che ha sofferto molto nella vita! –
- Cavolo, è triste! Dimmi di più! –
- Allora aiuteresti la mia amica ? –
- Certo, solo se tu sarai dolce con me! –
- Lei è di casata nobile, si chiama Natalia Alianovna Romanova! –
- Natalia…Alianovna…Romanova ? Dove l’ho già sentito questo nome ? – si domanda Turk con preoccupazione- CAVOLO, ORA LO SO! – esclama – E’ il vero nome della Vedova Nera…L’AMICHETTA DI QUEL DANNATO DEVIL! – si allontana da me, spaventato, poi mi chiede – Cos’hai a che fare con quella spia, Olga ? – ed io, prendendolo per bavero della giacca e sbattendolo nel suo letto, con una mossa di judo, rispondo, togliendomi la parrucca:
- Ho molto a che fare con lei, Turk, perché sono io la Vedova Nera! –

(FINE DICIANNOVESIMO EPISODIO)


 
Posted : 19/02/2007 5:04 pm
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(DICIANNOVESIMO EPISODIO CONCLUSIONE)

- Cavoli, co…co…cosa vuole da me, signora ? – domanda Turk, agitandosi.
- Informazioni su di un certo furto avvenuto ai miei danni, Turk! - gli rispondo con tono duro.
- La grande Vedova Nera ha subito un furto e ha bisogno del mio aiuto ? – si mette a ridere l’ometto – Ah! Ah! Ah! Non ci posso credere! – ed io, inquieta, mostrandogli i pugni, gli domando:
- Vuoi forse credere ad una faccia tumefatta, Turk ? Per me sta bene, i denti sono i tuoi! – e mi avvicino a lui minacciosa.
- No, no, no, sono appena andato dal dentista a rifarmi tutta la dentiera, dopo che il tuo amico vestito di rosso mi ha estorto informazioni, l’ultima volta! – mi supplica l’ometto, cercando di tenermi lontana dalla sua faccia agitando le mani.
- Bene, allora iniziamo a parlare di certi furti avvenuti in molte case di V.I.P. in questi ultimi tempi! – gli dico sedendomi ai piedi del letto.

Prossimo numero: Memoria fotografica

Marco Poggi


 
Posted : 19/02/2007 5:06 pm
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Continuano le peripezie della Vedova Nera, a cui dei ladri hanno svaligiato l'attico. Qui entra in campo Turk, l'informatore di Devil, che viene raggirato, ben bene anche da Natasha Romanoff. Che ve ne pare ?

Marco Poggi


 
Posted : 19/02/2007 5:09 pm
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MEMORIA FOTOGRAFICA.

Parla la Vedova Nera in prima persona:Turk mi guarda impaurito, rannicchiandosi in un angolo del suo letto ad acqua. Suda, ha timore che lo percuota violentemente, ma io non mi rassegno e gli dico, con voce ferma:
- Turk, è importante, sono stati compiuti molti furti nei quartieri alti, hanno derubato anche me, cosa ne sai in proposito ? – e lui, balbettando:
- Co…cosa ne…ne so ? Quel…quel che…che…ho letto dai…dai giornali, Ve…Vedova! –
- Sei sicuro di non essere coinvolto anche in questi furti ? – domando, ironica.
- E…Ehi, Vedova...Da quando frequento il tuo ganzo in rosso…nessuno mi vuole quasi più! – mi risponde – Dicono che sono diventato un informatore dei supereroi, che scotto…Che sono dinamite! Stessa cosa dicasi per il “Grotto” e “Sorriso”…E dire che noi tre eravamo i migliori killer di mister Slaughter e di Kingpin…Oggi passiamo il tempo al “Josie’s bar” a giocare a poker e ad annoiarci! –
- D’accordo, vi annoiate! – ripeto, con un sorriso – Però, anche se non sei coinvolto, ti sarai fatta un’idea su chi compie i furti, no ? – e >Turk, prendendo coraggio, ribatte:
- Certo, Vedova, un centinaio di idee! – ed io:
- E quali ? Fammi qualche nome, Turk! – e lui:
- Di bande che ripuliscono gli appartamenti dei V.I.P. nel modo descritto dai giornali ce ne sono parecchie…Ti ci vorrebbero dei mesi, se sei fortunata, per rintracciare i responsabili! – ed io, perplessa, ripeto:
- …Dei mesi ? UHMMM…Brutta prospettiva, perché io voglio prenderli al più presto, prima che i miei mobili e le mie “altre cose” vengano smerciate dai ricettatori! – e Turk:
- Allora, rassegnati, quella “roba” l’hai proprio perduta! – un sorriso e poi quella battuta – Ma dico, sei una superspia, possibile che non ti sia accorta di nulla in questi giorni ? – ed io, alzando la testa chiedo:
- Che vuoi dire, Turk ? – e lui, riprende:
- Voglio dire, sei stata fuori New York, negli ultimi tempi ? –
- No, - ribatto - praticamente, a parte quei due giorni a Londra, sono rimasta qui! –
- Bene, – mi risponde – allora avrai fatto entrare persone estranee a casa, no ? – ed io, guardandolo storto, gli dico:
- No! – e lui:
- Rifletti meglio, c’è gente che per entrare a rubare in un attico sorveglia la casa per mesi , oppure si traveste abilmente, fingendosi un uomo di fatica! –
- Sono rimasta a casa per molti giorni, attendevo delle e-mail dal mio PC! – gli rispondo – Non è venuto nessuno…Tranne…Tranne i muratori, che avevo chiamato per rifarmi la parete, distrutta durante un recente attacco dei ninja della “Mano” ai miei danni! – un secondo per riprendere fiato, poi quell’urlo – PER LO ZAR NICOLAI, I MURATORI! Mi sembravano un po’ troppo lenti nel lavoro…Erano i ladri venuti a fare dei sopraluoghi a casa…E se ripenso alle loro facce…- e Turk, stupito, chiede:
- Perché, Vedova, dopo tanti giorni, ti ricordi le loro facce ? –
- Si, - rispondo – grazie all’addestramento del sergente Ivanov, nelle steppe della Tundra, io ho un’ottima memoria fotografica e mi ricordo di chiunque abbia visto anche una sola volta! – e Turk:
- E allora ? –
- Allora, devo concentrarmi e ricordare!- esclamo – Ma non qui…Mi serve uno che è abile a disegnare! – e Turk:
- Và al distretto più vicino, gli sbirri ne hanno un sacco di specialisti in identikit! – ed io, ricordandomi del capitano Trenton, gli rispondo:
- No, non voglio che sappiano che mi occupo di questo caso! E’ una questione d’onore, devo sbrogliarmela da sola! – cambio tono e domando – Turk, conosci un tuo amico che sa disegnare ? – e lui:
- Fammi pensare…Uhmmm…Si, credo di si...Frank il “Secco”…Abita a qualche isolato da qui…Ma ora è tardi – guarda il suo Rolex falso – Sono le due e tredici del mattino…In questo momento, o dorme, o sta facendo all’amore con una vera prostituta D.O.C.! – ed io, prendendolo per il bavero della giacca e trascinandolo vicino alla porta, gli rispondo:
- Non posso aspettare domattina…Mi serve adesso, andiamo! – e Turk:
- E se s’incavolasse ? –
- Mi “incavolerò” anch’io! – gli rispondo aprendo l’uscio – Andiamo, ripeto, la “notte è giovane”! -
- Già, la “notte è giovane”, – ripete Turk – bella frase! Peccato che Turk non si sia divertito affatto! – esclama – Ma guarda te che sfiga…Fra tutte le donne che ci sono in questo cesso di città, proprio la Vedova Nera mi doveva rompere le scatole stasera…E NON HO NEMMENO CONSUMATO! – borbotta l’ometto, chiudendo la porta.

Prossimo numero: La Vedova e il “Secco”.

Marco Poggi


 
Posted : 10/05/2007 8:48 pm
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LA VEDOVA E IL “SECCO”.

Parla la Vedova Nera in persona: Quando io e Turk arriviamo davanti alla porta dell’appartamento di Frank il “Secco”, l’uomo, non appena si avvicina allo spioncino e riconosce il mio compagno d’avventure, inizia a protestare e non ci vuole fare entrare in casa. Normalmente, capirei le proteste del “Secco”, sono le tre passate e neanch’io mi riaddormenterei se mi svegliassero di soprassalto a quest’ora. Peccato che, stanotte, i battibecchi fra Turk e il “Secco” mi sembrano noiosi e seccanti ed io non è che abbia del tempo da perdere.
-Vattene, Turk e portati appresso la tua amica! - esclama Frank sgarbatamente – Stavo dormendo così bene che, ora che mi hai svegliato suonando a tutto spiano il campanello alle tre della notte, mi sento nervoso e pronto a spaccare la faccia a chiunque, “amico”! – e Turk, balbettando, ribatte:
- A…avanti…Aprimi Frank…La signora qui con me è un pezzo da novanta…E’ LA VEDOVA NERA! – e il “Secco”:
-Non m’importa se la tua vedova è bianca o nera, Turk, non ti apro, quindi smamma prima che mi arrabbi sul serio! –
Sopporto ancora un minuto di litigi, poi inizio a respirare usando una particolare tecnica yoga, chiudo gli occhi, mi concentro e sfondo con un calcio la porta dell’appartamento del “Secco”. Dopodiché, io e Turk entriamo dentro, mentre il nostro “ospite” cade per terra come un sacco di patate. Sorrido ed inizio ad osservarlo per bene, per imparare i suoi connotati. Frank fa onore al soprannome che porta, è magro, è alto un metro e ottanta, ha suppergiù trentacinque anni, capelli lunghi e raccolti, barba sfatta, occhi castani, sguardo da furbo e indossa solo i pantaloni del pigiama. Insomma, il classico uomo mediocre che abita in topaie puzzolenti come questa.
- Ehi, madama, - protesta ad alta voce il malcapitato – Và a fare karate altrove, quella è la mia porta non un pezzo di legno da spaccare in due in una palestra davanti al tuo sensei! – ed io, con un sorriso maligno, gli domando:
- Sei tu Frank detto il “Secco” ? – e lui, rialzandosi lentamente, risponde:
- Certo che lo sono, piccola, vedi dei rotoli di grasso nel mio corpo, per caso ? – ed io, chiudendo la porta, continuo a parlare:
- Sei tu l’esperto in identikit della zona ? Avrei giusto bisogno del tuo talento per identificare un paio di persone sospette! – Frank guarda Turk ed esclama:
- Turk, maledetto idiota, non me la faccio con gli sbirri, o con le superspie in calzamaglia io, perché non glielo hai detto ? – e Turk:
- Perché mi ha costretto con la forza a venire qua, “Secco”, e perché lei non vuole scomodare i poliziotti! – il Secco mi osserva dall’alto in basso e poi mi chiede:
- Non lavoro gratis per te, bellezza, quanto hai da darmi in cambio dei miei servizi ? – ed io, tirando fuori una mazzetta di dollari dalla mia cintura dorata, gli rispondo:
- Più di quello che immagini, Frank, ti bastano 500 dollari ? – e lui, non credendo ai propri occhi, me li toglie dalla mano e dopo aver contato il denaro, alza la testa e mi dice sorridendo:
- Seguimi, rossa, per te il mio studio è aperto anche a notte fonda! – e Turk, bisbigliando mi chiede:
- Ma i ladri non ti avevano rubato ogni cosa ? –
- Sono parte dei miei “risparmi” che ho depositato in banca, tovarich! – gli rispondo.
- Caspita, Vedova, - dice Turk – se 500 bigliettoni sono parte dei tuoi risparmi bancari, lascio il quartiere e mi arruolo anch’io come superspia nello “S.H.I.E.L.D.”! –
Dopo aver oltrepassato il corridoio, arriviamo nello studio del nostro ospite, che è anche la sua camera da letto. Il letto a due piazze è vecchio e le coperte sono da riassettare, deve aver fatto dei sonni un po’ agitati, non se la deve passar bene di questi tempi. Ci sono diversi poster appesi al muro di vecchi film horror della Hammer, di recenti film d’azione dove vi lavorano alcuni divi asiatici dal grilletto facile e certe insegne d’alcuni gruppi musicali heavy metal. Sparpagliate ovunque ci sono molte riviste porno, mentre nella libreria i libri scarseggiano e i pochi che ci sono, a prima vista, sembrano vecchi e malridotti. Ma ciò che mi colpisce di più è il tavolo da disegno, che sembra aver poco a che fare con il caos che impera nella stanza. Noto certi schizzi e dei ritratti di donna finiti ben fatti, riposti con cura nel tavolo. Turk ha ragione nel dire che il “Secco” è molto bravo a disegnare. Mentre noto i suoi “capolavori”, Frank cerca di metterci a nostro agio, avvicinando due sedie al suo tavolo da lavoro. Turk si siede senza fare troppe storie, io invece mi metto, a gambe incrociate, seduta per terra.
- Ehi, Vedova, perché ti metti seduta così ? – mi domanda Turk a bassa voce.
- Perché devo concentrarmi e cercare di ricordare i due “muratori” che sono venuti nel mio attico alcuni giorni prima del furto, Turk! –
- Fa come vuoi, rossa, - dice il “Secco”, prendendo dal suo album un paio di fogli bianchi ed iniziando a temperare la matita - io sono pronto a disegnare. Inizia a descrivermi quei tali quando vuoi. Ma mi raccomando…Uno per volta! –

(FINE VENTIUNESIMO EPISODIO)


 
Posted : 10/05/2007 8:50 pm
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(VENTUNESIMO EPISODIO CONCLUSIONE)

Chiudo gli occhi, inizio ad inspirare ed espirare, rilassando completamente ogni fibra del mio corpo. Con un’altra particolare tecnica yoga, cado quasi subito in un sonno semi-ipnotico, viaggiando con la mente indietro nel tempo. Alcuni minuti dopo, l’oscurità si dirada e tutto intorno a me inizia ad essere più nitido. Mi trovo seduta nel mio studio, davanti al mio PC, in attesa che qualcuno mi contatti per e-mail per le “Chiavi del potere” che ho sottratto all’“H.I.D.R.A.” e allo “S.H.I.E.L.D.”, quando sento dei rumori che mi distraggono da quel che faccio. Mi volto verso la porta aperta e vedo i due “muratori” sospetti. Mi passano davanti agli occhi e con gli occhi cerco di focalizzare i loro visi. Il primo è grosso, nel senso che è molto muscoloso, è sulla trentina, ha i capelli neri e corti coperti dal berretto, ha le maniche rivoltate e sul braccio destro ha un tatuaggio di un insetto. Uno scarafaggio, no, una locusta che gronda sangue. Ha il viso squadrato, gli occhi severi, la barba sfatta ed una piccola cicatrice nella guancia destra. Il secondo “operaio” è magro, sui venticinque anni, capelli biondi un po’ lunghi, sigaretta in bocca, viso lungo e guance “vissute, nonostante la sua giovane età, e il suo sorriso è perfido. Si volta su di me e mi strizza l’occhio, devo piacergli molto, io contraccambio e noto il tatuaggio della locusta anche nel suo braccio. Mentre li “osservo” attentamente, li descrivo a Frank, che prontamente si mette a disegnare. Appena concludo le mie descrizioni, lentamente riapro gli occhi. Ridestandomi dal mio sonno semi-ipnotico, velocemente mi alzo in piedi e domando al “Secco”:
- Allora, hai seguito le mie descrizioni alla lettera, Frank ? - e il “Secco”, ancora stupito dalla mia “memoria fotografica”, mi risponde:
- Certo, rossa e devo dire che ho fatto un bel lavoro! –
- Fammi vedere, Frank. – gli rispondo avvicinandomi al tavolo e prendendo in mano i due identikit – UHHMMM….- borbotto – Si, sono proprio i “muratori” che sono venuti a “rimettermi in sesto” la casa! Hai fatto un bel lavoro, Frank, ti sei meritato i tuoi dollari! –e Turk, avvicinandosi anche lui al tavolo, notando il disegno dell’uomo grosso e tatuato, esclama:
- Ehi, ma quello lo conosco…E’ Todd “la Locusta” Flanagan! –
- “Locusta” ? – ripeto, rivolgendomi all’ometto con i baffi.
- Si, “Locusta”, è il capo di una temibile banda di ladri d’appartamenti, chiamati appunto le “Locuste” perché tutti hanno come emblema quell’insetto insanguinato tatuato sul braccio destro! –
- Allora, se è vero, riconoscerai anche questo, Turk! – esclamo, mostrandogli l’identikit del biondo.
- Si, certo, è Willie Dragon…uno dei bracci destri di Todd…Lo chiamano così perché assomiglia a quell’attore biondo che fa fuori Sean Connery ne “Gli Intoccabili” di De Palma, Billy Drago…Un vero serpente a sonagli, Vedova! – ed io:
- Dove posso trovare le “Locuste” ? –
- Se parlate di quella banda di scalmanati, – interviene il “Secco” – bazzicano nel ghetto più malfamato di “Hell’s Kitchen”! Ma bada che non sarà semplice “rimorchiarli”, rossa…Loro amano un genere di donna diversa da te! – ed io, sorridendo, gli rispondo:
- Tu dimmi solo dove posso rintracciare Todd, Willie e gli altri della banda…Al mio vestiario penserò io stessa! – e il “Secco” inizia a ridere assieme a me e a Turk.

Prossimo numero: Come sterminare delle locuste.


 
Posted : 10/05/2007 8:51 pm
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Tornano le avventure della mia Vedova Nera, dopo un luuungo periodo di riposo, con una guest star ds'eccezione...Frank "IL SECCO" Miller, l'autore di "SIN CITY", "300", di un felice ciclo fumettistico di "DAREDEVIL" e di "BATMAN". Spero vi piaccia!

Marco Poggi


 
Posted : 10/05/2007 8:53 pm
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COME STERMINARE DELLE LOCUSTE.

Parla la Vedova Nera in prima persona: Sono ore che sono davanti al mio computer portatile, scorrendo il curriculum di Todd Flanagan, capo delle “Locuste”, quando la persona che mi ospita in casa sua, Matt Murdock, si avvicina a me e chiede:
- Ehi, Natasha, dev’essere interessante quello che vedi in quel computer portatile, ci stai attaccata da quando sei rientrata a casa! –
- Si, certo, Matt, - gli rispondo, prendendogli la mano – Sto appunto stampando i files di quei bastardi che mi hanno svuotato casa! – un sospiro, poi riprendo – Sai, sono delle “Locuste” motorizzate! – e Matt, inquieto, mi chiede:
- Le “Locuste”, eh ? Le conosco ed è una vita che vorrei sbatterle in galera! Vuoi una mano ? –
- No, riposati, “uomo senza paura”, anzi, vieni in bagno, che ti cambio le bende! – gli rispondo sorridendo.
- Hai un piano, almeno ? – chiede Matt, seguendomi in bagno.
- Si, ho un paio d'idee e per attuarle devo indossare la tenuta adatta e chiamare un paio d’amiche! – gli rispondo, iniziando a togliergli le bende.
- Amiche ? – si domanda Matt, mentre lo bacio appassionatamente.
Le quattro motociclette divorano le strade notturne di “Hell’s Kitchen”, io, la mia amica Valentina la Fontaine e altri due agenti femminili dello “S.H.I.E.L.D.”, travestite da membri della famigerata banda delle “Bloody Mary”, andiamo in cerca del ritrovo delle “Locuste”, il bar di Freddy. E’ stato facile convincere la contessa Valentina a mettersi in tuta e borchie da motociclista, è bastata una mia breve telefonata e lei è stata entusiasta di darmi aiuto senza immischiare nella faccenda Fury, Dum-Dum e soci (sarà il suo sangue italiano, oppure il suo ego femminile). Giunte sul posto, notiamo che altre moto sono parcheggiate davanti alla porta del bar, smontiamo, ci togliamo il casco ed entriamo dentro. Io mi sono camuffata con una parrucca bionda, mentre Val ha preferito coprire i suoi capelli sale e pepe con una parrucca viola. Le altre due, avendole viste solo di sfuggita questa sera, credo che abbiano solo esagerato col rossetto e col mascara. Appena dentro, inizio a scrutare l’ambiente che mi circonda, cercando di resistere alla puzza di fumo e di sudore. Mi ci vogliono pochi secondi per capire che Todd Flanagan e Willie Dragon sono seduti poco più avanti, assieme alle altre “Locuste”. Banchettano, fumano, ruttano, sono dei maiali che non disdegnano di dare pacche sul sedere alle cameriere di Freddy. Si credono, insomma, i padroni del bar e io stento a credere che questi uomini delle caverne siano entrati in casa mia e l’abbiano ripulita del tutto. Con passo sicuro, io e le altre andiamo vicino al tavolo delle “Locuste”, attirando così l’attenzione del grosso e sudato Todd.
- Ehi, belli, possiamo sedere qui con voi ? – chiedo io, rivolgendomi a Todd.
- UHMMM…Bionda, a me sta bene. Ma il tuo viso non mi sembra nuovo. Dove t’ho già vista ? – domanda Todd.
- Forse, ci hai viste in strada, siamo le “Bloody Mary”! – gli risponde Val.
- Ehi, punkettona, non t’ho interrogata, dicevo alla bionda che sembra essere il vostro capo! – replica Todd a Val – Quindi, scegliti un mio sottoposto e sta zitta! –
- Ehi, Todd, non fidarti di queste quattro, mi puzzano! – bisbiglia il biondo Willie Dragon al suo capo.
- Ora le metto alla prova! – risponde Todd – Ehi, bionda, t’ho detto di sedere qua sulle mie ginocchia! –
- Certo. – rispondo, sedendomi – Ma prima…via quella porcheria che fumi! – esclamo gettandogli via il sigaro che fuma con gusto e schiacciandolo con uno dei tacchi dei miei stivali.
- Ehi, ma chi cavolo sei tu ? Un’igenista, forse ? – chiede Todd, inquieto - Dimmi come ti chiami, bionda, il tuo volto non mi è nuovo! – ed io replico:
- Te lo dirò se…risponderai a un paio di domande, bifolco! –
- Ah, ah, ah! – ride Todd – Avete sentito, amici ? Questa vuol giocare a “Indovina la Grillo”! – e tutti i membri delle “Locuste” scoppiano a ridere.
- Non c’è niente da ridere, Todd Flanagan, tu adesso risponderai alle mie domande! – esclamo seriamente.
- Ma va all’inferno, biondina! – mi risponde lui, gettandomi a terra con una spinta – Adesso incominci a scocciarmi! –
- Ehi, Todd, ora la riconosco! – interviene Willie – E’ la riccastra che abbiamo derubato qualche giorno fa, quelle russa, intendo! Anche se indossa la parrucca, quegli occhi e quel viso non si possono cancellare! –
- E’ bravo Willie! In pratica hai confessato senza che io t’interrogassi! – rispondo alzandomi in piedi e togliendomi la parrucca – Sono Natasha Romanoff, la Vedova Nera, e voi ora seguirete me e le mie amiche con le buone! –
- Ehi, nessuna sbirra mi arresta “con le buone”! – esclama Todd, rompendo una bottiglia di birra e presentandomela davanti al viso – Arrivi qua, attiri la mia attenzione e vuoi che “ti segua con le buone” ? Ma io ti sfregio, piuttosto! –
- L’hai detto tu, “Locusta”, di andarci forte…E noi ci andremo forte! – rispondo io, sferrando un calcio che lo disarma – Val, ragazze, facciamo vedere a questi “signori” come trattiamo i bifolchi da osteria! –
- Sono solo in quattro, ragazzi, ADDOSSO! – esclama Todd, saltandomi addosso.

(FINE DEL VENTIDUESIMO EPISODIO)


 
Posted : 10/05/2007 8:55 pm
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