PROLOGO
New York city. In un nascondiglio segreto, un folto gruppo di ninja della “Mano” osserva delle diapositive dove è ritratta la loro pericolosa nemica, Elektra Natchios, che uccide a colpi di Sai, cioè delle spade corte giapponesi, diversi assassini in nero. Le diapositive sono presentate da uno dei capi della “Mano”: Satoshi Masamune, un trentacinquenne in doppio petto bianco dagli occhi pieni di follia e determinazione.
- Osservate, osservate come la nostra ex-allieva, Elektra Natchios, si disfa dei nostri migliori assassini! – esclama Satoshi, indicando la donna ai suoi interlocutori – E pensare…e pensare che non molto tempo fa questa donna vestita di rosso era morta e sarebbe potuta risorgere come servitrice fedele della “Mano”! Ora, osservate… - continua a dire Satoshi – è divenuta peggio di prima e dire che per un po’ di tempo era divenuta una dei “Casti”. Ma il richiamo del sangue l’ha ritrasformata in quella femmina ribelle e senza padroni, che era nella sua prima vita! E di chi è la colpa di questo ? - domanda Satoshi, cambiando diapositiva col telecomando portatile del proiettore e mostrando un uomo dal costume e dal cappuccio scarlatto - Del suo ex-amante dei tempi che furono, del vigilante Devil, alias l’avvocato non vedente Matt Murdock, addestrato dal nostro temibile avversario Stick, e solo per questo deve morire…M a non solo lui, - un’altra pressione sul telecomando e una donna capelli rosso fuoco dal costume nero sostituisce Devil - anche questa donna partecipò alla resurrezione d’Elektra, la conoscete tutti, si chiama Natasha Romanoff, la spia vestita di nero conosciuta col nome in codice di VEDOVA NERA!!!! -
NATASHA ROMANOFF, LA LETALE VEDOVA NERA IN: UNA “MANO” DI TROPPO!
Un racconto scritto da Marco Poggi, ispirato ai personaggi di Stan Lee & Frank Miller.
Parla Natasha Romanoff in prima persona: Mi chiamo Natasha Romanoff, nome in codice “Vedova Nera”, professione spia freelance. Di solito, a quest’ora, sarei vestita di nero, a caccia di microfilm, a giocare a fare 007, in qualche luogo sperduto del mondo. Ma stasera sono a New York, a fingere d’essere quella che vorrei sempre: una bella donna, vestita d’Armani, accompagnata da un uomo attraente, che mi vede solo come una ricca ereditiera di un casato russo. No, non è un agente segreto, ma un comune riccone che risponde al nome di Jonathan Winters. Ci conosciamo da poco più di un mese, ma ci siamo subito piaciuti. Stasera siamo andati a teatro, poi a mangiare al “Ritz”, ma adesso la Porche di Jonathan è posteggiata vicino al mio attico ed è da 15 minuti che ci sbaciucchiamo come liceali. Mi chiedo se Jonathan sia serio e se questo legame durerà. Con il mio “lavoro”, legare con dei “civili” può essere pericoloso.
- Sei una donna affascinante, Natasha! – esclama il mio accompagnatore, stuzzicandomi con quella sua barba castana e affascinandomi con i suoi occhi blue – Ho passato una bellissima serata! – ed io:
- Anch’io, Jonathan, e non sai quanto ti ringrazio di questo! – e lui:
- Allora perché non m’inviti su da te, a bere qualcosa ? – ed io, abbassando lo sguardo:
- Non così presto, ci conosciamo così da poco tempo che non vorrei affrettare i tempi! –
- Cosa mi nascondi, Natasha Romanoff ? – mi chiede Jonathan – Il cadavere del tuo defunto marito, forse ? – ed io, ridendo gli rispondo:
- Ma cosa dici, Jonathan ? Dico solo che è troppo presto per estendere il nostro rapporto. – e lui:
- Va bene, Nasha, ma non attenderò per sempre! Lo vedo dai tuoi occhi che sei una donna troppo sola, che hai bisogno di qualcuno che ti stia accanto…Se solo tu ti confidassi con me! – ed io, aprendo la portiera dell’auto ed uscendo fuori, lo saluto dicendo:
- Jonathan, sei un uomo meraviglioso, ma è ancora presto per le confidenze e i segreti di famiglia. Sei molto caro, - con la mano destra gli accarezzo la guancia – ti giuro che sarò io a venire da te al più presto e sarà una notte fantastica, te lo prometto. Buonanotte! – e lui, ricambiando la carezza, mi dice:
- Attenderò con ansia quel momento, Nasha! Buonanotte! –
Jonathan chiude la portiera, parte a tutto gas, lasciandomi sola con i miei pensieri, mentre mi accingo a salire lentamente le scale che portano al mio attico. Se mi sento sola ? Certo che si, mi mancano un sacco gente, Ivan Petrovich, il mio patrigno, il prode Ercole, lo scatenato Clint, il dinamico Matt, ma soprattutto Alexy, il mio defunto marito. Certo, ci sono le chiamate di Nick Fury, il direttore dello “S.H.I.E.L.D.”, ma non sono il tipo che porta a letto i superiori, soprattutto gente come il vecchio Nicholas. Arrivo nel mio attico buio, accendo la luce, ma il mio animo è ancora buio. Forse dovevo accettare l’offerta di Jonathan, forse dovevo farlo salire. Mi tolgo il vestito, mi libero dei miei “trampoli” d’argento da 12 centimetri di tacco che chiamo scarpe, vado nel mio armadio per indossare una vestaglia e trovo…UN NINJA NERO FRA I MIEI VESTITI!
(FINE PRIMO EPISODIO)
OLTRAGGIATA, PERCOSSA ED INTERROGATA.
Parla la Vedova Mera in prima persona: Quando mi risveglio mi ritrovo in un'altra stanza della villa di Testa di Martello. Sono seduta su di una sedia di legno, legata mani e piedi con doppi nodi, ho il costume strappato in molti punti “particolari” e privata dei miei “Morsi di Vedova”, che luccicano sopra il tavolo. Sono circondata da cinque duri che mi “lavorano” la faccia e mi fanno sanguinare le labbra, mentre il mafioso che li comanda se ne sta in disparte nell’ombra. La loro intenzione è solo quella di ammorbidirmi, ma i loro pugni e i loro calci sono carezze paragonati ai metodi di tortura dei miei vecchi capi del KGB. Testa di Martello vuole interrogarmi, questo è ovvio, ma per quale ragione ? Per un attimo, maledico il momento in cui decisi di entrare in questa villa per riprendermi quello che, un tempo, era della mia famiglia. Ma poi, il pestaggio finisce e Testa di Martello si fa avanti per interrogarmi.
- Ben svegliata, Vedova Nera! – inizia a dire il mafioso – Ora, dopo questo trattamento, sei disposta a dirmi perché sei qui ? – ed io, sussurrando:
- Per riprendermi la “Cometa dei Romanoff”, Testa di Martello, nient’altro! – e lui:
- Cosa ? – ed io ripeto ad alta voce:
- PER RIPRENDERMI LA “COMETA DEI ROMANOFF”, TESTA DI MARTELLO, NIENT’ALTRO! –
- Bugiarda! – impreca dandomi un pugno dritto sulla bocca dello stomaco.
- E’…la verità! – gli rispondo, sputando un po’ di sangue a terra – Tu…hai acquistato da dei ricettatori…russi…la “Cometa dei Romanoff”…ed io…sono…venuta qua…per riprendermela…perché…perché appartiene alla mia…famiglia…da generazioni! La pensavo…perduta…per sempre…invece…invece…adesso…adesso…è nelle tue…tue mani! –
- Menti! – esclama, dandomi un altro colpo sulla guancia destra – Tu sei venuta qua per sottrarmi il CD-ROM che ti ho fatto vedere prima, perché lavori per quel dannato avvocato non vedente, quel Matt Murdock…Un amico intimo del tuo amante, Devil! – ed io:
- Non sono l’amante di nessuno, carogna! – e lui, imprecando:
- Ancora mi sfidi, Vedova ? Tutti ti hanno vista con il “diavolo rosso”, tutti sanno che il vostro rapporto andava al di là della semplice collaborazione professionale, quindi non farmi passare per stupido! – uno schiaffo forte e la piccola ferita sulle mie labbra inizia nuovamente a sanguinare – Confessa, ti ha mandato in avanscoperta Devil, forse perché pensava che siccome tu sei una bella donna ci sarei andato delicato! Ma ora, mia cara, la tua bellezza non può aiutarti a convincermi! Solo una tua confessione può farlo, quindi parla! –
- Io…ti…ho…già…detto…la…verità! – gli rispondo con voce flebile – Se…se…non…mi credi…uccidimi…ora…oppure…liberami…e…vediamocela…fra noi due! –
- Per poi tramortirmi con quella tua maledetta arte marziale nippo-coreana-cinese ? – ruggisce lui, tirando fuori dalla fondina la sua 357 magnum e puntandomela in fronte – No, grazie, allora ti pianto una pallottola e buonanotte! –
Cerco di trovare le forze per liberarmi, ma le uniche cose che ottengo sono delle caviglie e dei polsi arrossati. Così, mi arrendo e lascio che Testa di Martello prema il grilletto.
Prossimo Numero: Un diavolo in me!
Marco Poggi
Spesso le spie, nei film di genere, dopo essere state catturati dai cattivi, vengono torturate. Questa è la mia versione di una tortura classica.
Marco Poggi
UN DIAVOLO IN ME!
Parla la Vedova Nera in prima persona: Cerco di trovare le forze per liberarmi, ma le uniche cose che ottengo sono delle caviglie e dei polsi arrossati. Così, mi arrendo e lascio che Testa di Martello prema il grilletto. Mi sento già in Paradiso, quando un Billy Club di colore rosso vola nell’aria, colpendo il polso destro del mafioso e ritornando dal suo padrone.
- DEVIL! – esclama Testa di Martello, riconoscendo l’uomo in calzamaglia rossa che era appena entrato dalla finestra.
- Devil ? – ripeto io, incredula.
- Lascia in pace la Vedova Nera, Testa di Martello, è con me che te la devi vedere! – esclama eroicamente “l’uomo senza paura”.
- SPARATEGLI, CHE ASPETTATE ? – ordina il mafioso ai suoi, allontanandosi dalla stanza.
Mentre gli uomini di Testa di Martello lottano con Devil, riesco a rovesciare la sedia e a farla cadere, per evitare le pallottole vaganti. Devil si batte come un leone, ma non mi sembra giusto che combatta da solo questa battaglia in mia vece. Così cerco di liberarmi, provando a far forza sui polsi e le caviglie.
- Prova a liberarti con questo, Vedova! – esclama Devil, lanciando vicino a me un coltello, caduto ad una guardia del corpo di Testa di Martello.
Striscio per terra verso il coltello, lo riesco ad afferrare con le mani e a liberarmi i polsi. Poi, faccio la stessa cosa con le caviglie e mi alzo in piedi. Gli uomini di Testa di Martello sono così impegnati ad affrontare Devil che non si sono accorti che io mi sono rimessa ai polsi i “Morsi di Vedova” e che mi sono buttata nella mischia.
- Grazie dell’aiuto, Vedova! – esclama Devil, accorgendosi di me, grazie al suo senso radar – Ne stavano venendo un po’ troppi, per i miei gusti! – ed io:
- Grazie anche a te! – gli rispondo, cercando di sorridere e di combattere, nello stesso momento – Madre Volga, sono arrabbiata con te! Ma lo sai che mi hanno torturata, perché credevano che tu mi avessi mandato qui per sottrarre un CD-ROM compromettente ? –
- Mi spiace sapere che sei coinvolta con Testa di Martello! – ribatte Devil, eseguendo un doppio calcio e lanciando il suo Billy Club contemporaneamente – Il caso del CD-ROM è di “Nelson & Murdock”, lo devo assolutamente recuperare, ne va della vita di un innocente! – ed io, paralizzando due uomini col mio “Morso di Vedova”, domando:
- Posso sapere di grazie chi è questo innocente ? – e lui, sferrando un pugno ad un uomo e facendo una doppia capriola all’indietro, colpendone altri due, risponde:
- Il cliente di “Nelson & Murdock”, un ex-collaboratore del nostro uomo, un pentito, insomma! –
- Interessante! – esclamo, eseguendo un difficile esercizio ginnico sulla testa di tre energumeni - Io devo recuperare un diamante della mia famiglia, Devil, la “Cometa dei Romanoff”! Testa di Martello lo tiene in cassaforte! – e lui, lanciando ancora il suo Billy club dritto sul mento di un malintenzionato, mi chiede:
- Lo ha rubato ? – ed io:
- No, lo ha regolarmente comprato ad un’asta clandestina, i ladri sono quelli che glielo hanno venduto! – e Devil:
- Non dovresti essere qui! – ed io:
- Lascia perdere! A proposito, capti Testa di Martello in questa stanza, io non lo vedo ? – e Devil, voltandosi, mi risponde:
- Rumore di percussore, odore di cordite con lubrificante per armi da fuoco…Martello è dietro di noi…Non era fuggito, era andato a prendere un mitra nella sua stanza dei trofei! – ed io, voltandomi a mia volta:
- Cosa ? -
- Maledetti, vi spazzerò via come faceva Frank Nitti ai bei tempi! – esclama Testa di Martello, annunciandosi rumorosamente con la sua mitragliatrice anni’30.
- Giù, Vedova, sta giù! – urla Devil, salvandomi da una raffica troppo vicina.
- E’ pazzo, così fa fuori anche i suoi uomini! – esclamo, vedendo crollare a terra senza vita due guardie del corpo.
- Dobbiamo disarmarlo! - esclama Devil, lanciando il suo Billy Club verso i polsi del mafioso con la testa d’acciaio.
- ARRRGH! – impreca Testa di Martello, colpito dal bastone dell’“uomo senza paura” – Vi farò vedere io perché mi chiamano Testa di Martello! –
- Natasha, è infuriato, sta cercando di caricare! – mi sussurra Devil all’orecchio, dopo averlo “visto” con i suoi sensi radar.
- Lascialo a me, ho un conto in sospeso con lui! – gli dico, alzandomi in piedi.
- Attenta alla sua testa, è d’acciaio rinforzato! – mi avvisa Devil.
- Si, si, lo so che è un incrocio fra Flattop e Henry Silva! – gli rispondo, sarcastica.
- Donna, sei già malconcia…Ora sei anche morta! – urla Testa di Martello, caricandomi a tutta velocità.
- Non sono solo malconcia, sono anche arrabbiata! – esclamo, evitando con un salto la testa d’acciaio del mafioso, che si va, per un attimo, a conficcare sulla parete – Sei patetico, Testa di Martello! – gli sferro un calcio sull’addome – Sei solo bravo a picchiare le donne legate! – prova a darmi un pugno, io lo scanso e rispondo con un secondo calcio in bocca – Io non sono venuta qui per prenderti il tuo dannato CD-ROM! – lo colpisco nuovamente in faccia con un doppio maglio – Sono solo venuta a riprendermi la “Cometa dei Romanoff”, che tu hai acquistato dai ricettatori russi! –
FINE VENTINOVESIMO EPISODIO
(VENTINOVESIMO EPISODIO CONCLUSIONE)
- Quell’anticaglia arrugginita ? Quella che mi è costata una fortuna in dollari ? – ha ancora il coraggio di domandarmi –
- Si, quella! – gli rispondo, raccogliendo la sua mitragliatrice anni’30 e puntandogliela al mento – Stanotte, ammetto di esserti entrata in casa per sottrarti quel gioiello con l’inganno…Ora, però, ti faccio un’offerta onesta: “Cometa” o…pioggia ? –
- Pioggia ? – mi domanda Testa di Martello.
- Si, pioggia! - gli rispondo – Pioggia…DI PALLOTTOLE! – e Devil:
- No, Natasha, non lo fare! Non ne vale la pena, quel CD-ROM lo inchioderà! –
- Anche queste pallottole lo inchioderanno…AL MURO! – gli rispondo.
- Sei solo venuta per quel gioiello ? – mi domanda, per l’ennesima volta Testa di Martello.
- Certo che si! – gli rispondo.
- Allora, è tuo, te lo regalo, basta che mi risparmi la vitaaaa! – urla il mafioso.
- Allora, “Cometa” ? – gli domando ancora.
- Si, certo…”Cometa”! – ripete.
- Prima, però passami il CD-ROM che hai in tasca! – gli ordino – Passamelo, o ti sparo! –
- E…e…eccolo! – balbetta, consegnandomelo spontaneamente.
- Bene! – rispondo, esaminandolo – Ora è tutto tuo, Devil, ma prima… - gli sferro un calcio sulle parti basse e lo faccio svenire usando una presa segreta al collo – Ahhh, mi sento meglio! – esclamo, facendo cadere la mitragliatrice a terra.
- Anch’io, Natasha, anch’io! – mi risponde Devil, sorridendo.
- Ora vado a prendermi il gioiello, me lo sono guadagnata! – esclamo.
- Che ne facciamo delle guardie del corpo svenute ? – domanda Devil.
- Veditela tu, io prendo la “Cometa dei Romanoff” e vado a casa farmi una doccia! – gli dico, guardando fuori della finestra – Diamine, è quasi l’alba e domani mi devo svegliare anche presto! – e, canticchiando l’inno russo, esco in punta di piedi dalla stanza.
Marco Poggi
Si conclude la trilogia de "La Cometa dei Romanoff" con la partecipazione speciale di Devil/Matt Murdock che salva Natasha da morte certa e non solo. Per sapere chi è Henry Silva:
http://members.fortunecity.it/strahinja/henry_silva.htm
mentre Flattop, faccia piatta è uno dei cattivoni di Dick Tracy di Chester Gould:
http://en.wikipedia.org/wiki/Flattop_%28Dick_Tracy_villain%29
...che furbata, eh ?
Marco Poggi

