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LA VEDOVA NERA DEI FUMETTI MARVEL scritta da me

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PROLOGO

New York city. In un nascondiglio segreto, un folto gruppo di ninja della “Mano” osserva delle diapositive dove è ritratta la loro pericolosa nemica, Elektra Natchios, che uccide a colpi di Sai, cioè delle spade corte giapponesi, diversi assassini in nero. Le diapositive sono presentate da uno dei capi della “Mano”: Satoshi Masamune, un trentacinquenne in doppio petto bianco dagli occhi pieni di follia e determinazione.
- Osservate, osservate come la nostra ex-allieva, Elektra Natchios, si disfa dei nostri migliori assassini! – esclama Satoshi, indicando la donna ai suoi interlocutori – E pensare…e pensare che non molto tempo fa questa donna vestita di rosso era morta e sarebbe potuta risorgere come servitrice fedele della “Mano”! Ora, osservate… - continua a dire Satoshi – è divenuta peggio di prima e dire che per un po’ di tempo era divenuta una dei “Casti”. Ma il richiamo del sangue l’ha ritrasformata in quella femmina ribelle e senza padroni, che era nella sua prima vita! E di chi è la colpa di questo ? - domanda Satoshi, cambiando diapositiva col telecomando portatile del proiettore e mostrando un uomo dal costume e dal cappuccio scarlatto - Del suo ex-amante dei tempi che furono, del vigilante Devil, alias l’avvocato non vedente Matt Murdock, addestrato dal nostro temibile avversario Stick, e solo per questo deve morire…M a non solo lui, - un’altra pressione sul telecomando e una donna capelli rosso fuoco dal costume nero sostituisce Devil - anche questa donna partecipò alla resurrezione d’Elektra, la conoscete tutti, si chiama Natasha Romanoff, la spia vestita di nero conosciuta col nome in codice di VEDOVA NERA!!!! -

NATASHA ROMANOFF, LA LETALE VEDOVA NERA IN: UNA “MANO” DI TROPPO!

Un racconto scritto da Marco Poggi, ispirato ai personaggi di Stan Lee & Frank Miller.

Parla Natasha Romanoff in prima persona: Mi chiamo Natasha Romanoff, nome in codice “Vedova Nera”, professione spia freelance. Di solito, a quest’ora, sarei vestita di nero, a caccia di microfilm, a giocare a fare 007, in qualche luogo sperduto del mondo. Ma stasera sono a New York, a fingere d’essere quella che vorrei sempre: una bella donna, vestita d’Armani, accompagnata da un uomo attraente, che mi vede solo come una ricca ereditiera di un casato russo. No, non è un agente segreto, ma un comune riccone che risponde al nome di Jonathan Winters. Ci conosciamo da poco più di un mese, ma ci siamo subito piaciuti. Stasera siamo andati a teatro, poi a mangiare al “Ritz”, ma adesso la Porche di Jonathan è posteggiata vicino al mio attico ed è da 15 minuti che ci sbaciucchiamo come liceali. Mi chiedo se Jonathan sia serio e se questo legame durerà. Con il mio “lavoro”, legare con dei “civili” può essere pericoloso.
- Sei una donna affascinante, Natasha! – esclama il mio accompagnatore, stuzzicandomi con quella sua barba castana e affascinandomi con i suoi occhi blue – Ho passato una bellissima serata! – ed io:
- Anch’io, Jonathan, e non sai quanto ti ringrazio di questo! – e lui:
- Allora perché non m’inviti su da te, a bere qualcosa ? – ed io, abbassando lo sguardo:
- Non così presto, ci conosciamo così da poco tempo che non vorrei affrettare i tempi! –
- Cosa mi nascondi, Natasha Romanoff ? – mi chiede Jonathan – Il cadavere del tuo defunto marito, forse ? – ed io, ridendo gli rispondo:
- Ma cosa dici, Jonathan ? Dico solo che è troppo presto per estendere il nostro rapporto. – e lui:
- Va bene, Nasha, ma non attenderò per sempre! Lo vedo dai tuoi occhi che sei una donna troppo sola, che hai bisogno di qualcuno che ti stia accanto…Se solo tu ti confidassi con me! – ed io, aprendo la portiera dell’auto ed uscendo fuori, lo saluto dicendo:
- Jonathan, sei un uomo meraviglioso, ma è ancora presto per le confidenze e i segreti di famiglia. Sei molto caro, - con la mano destra gli accarezzo la guancia – ti giuro che sarò io a venire da te al più presto e sarà una notte fantastica, te lo prometto. Buonanotte! – e lui, ricambiando la carezza, mi dice:
- Attenderò con ansia quel momento, Nasha! Buonanotte! –
Jonathan chiude la portiera, parte a tutto gas, lasciandomi sola con i miei pensieri, mentre mi accingo a salire lentamente le scale che portano al mio attico. Se mi sento sola ? Certo che si, mi mancano un sacco gente, Ivan Petrovich, il mio patrigno, il prode Ercole, lo scatenato Clint, il dinamico Matt, ma soprattutto Alexy, il mio defunto marito. Certo, ci sono le chiamate di Nick Fury, il direttore dello “S.H.I.E.L.D.”, ma non sono il tipo che porta a letto i superiori, soprattutto gente come il vecchio Nicholas. Arrivo nel mio attico buio, accendo la luce, ma il mio animo è ancora buio. Forse dovevo accettare l’offerta di Jonathan, forse dovevo farlo salire. Mi tolgo il vestito, mi libero dei miei “trampoli” d’argento da 12 centimetri di tacco che chiamo scarpe, vado nel mio armadio per indossare una vestaglia e trovo…UN NINJA NERO FRA I MIEI VESTITI!

(FINE PRIMO EPISODIO)


 
Posted : 02/11/2006 2:46 pm
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Etta Feel e Jackson Spped sono versioni distorte dei protagonisti del telefilm britannico "AGE NTE SPECIALE", mentre per la chiave di Scorpio, sappiate che era appartenuta al fratello di Nick Fury, conosciuto come il terrorista Skorpio. E' un'arma a raggi a forma di segno zodiacale dello Scorpione. Quanto alle varie etichetti terroristiche citate nell'episodio, non vi preoccupate, hanno tutte scopi malvagi. L'"'HYDRA", è un cartello criminale diviso in due fazioni: una comandata da un ex-gerarca nazista, il barone Wolfgang von Strucker, l'altra da Viper, una bellissima donna dai capelli verdi e dal volto sfregiato. Allora, non è divertente ?

Marco Poggi


 
Posted : 11/12/2006 9:00 pm
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RICORDANDO IL PASSATO.

Parla la Vedova Nera in prima persona: Mentre il colonnello Fury mi ragguaglia sulla missione che devo compiere, cerco di ricordarmi i files che ho letto su Jackson Speed ed Etta Feel. Spie inglesi, trentacinque anni lui, ventisette lei, al soldo del miglior offerente. Jackson Speed è il classico assassino che ama vestirsi come un inglese vecchio stampo, con giacca, cappello, bombetta e ombrello. Dal sorriso maligno e dai modi falsamente da lord, Speed ha elegantemente ucciso una quarantina d’agenti segreti, usando i suoi trucchi. Mentre Etta Feel, sua degna complice ed amante, mi vergogno quasi a dirlo, è la versione distorta di me stessa. Atletica, bella, elegante, esperta nelle arti marziali, era già un’assassina alla “tenera” età di quindici anni. A capo di una banda formata solo da adolescenti svogliate, “gli Angeli satanici”, Etta Feel si fece subito valere sfidando il vecchio capo della banda, Wilhelmina Springton, spezzandole le ossa e mandandola in ospedale per mesi. All’età di diciassette anni, fu notata con interesse dal giovane Jackson Speed che la portò via dalla strada e affinò le sue tecniche omicide. Da allora divennero inseparabili assassini.
Quanto a me, speravo di non imbattermi mai in queste due serpi inglesi, ma mi sbagliai. Alcuni anni fa, ero in missione a Londra assieme all’agente “S.H.I.E.L.D.” Wlliam Gregson, con avevo una turbinosa relazione. Scopo della missione: penetrare in un laboratorio di “ULTIMATUM” e sottrarre un campione dell’ultimo ritrovato in fatto di guerra batteriologica, il cui nome era impronunciabile. Con le tenaglie rompemmo una sezione del recinto, dopo aver scaricato con un apparecchio apposito l’alta tensione, mettemmo fuori gioco le guardie e penetrammo nel laboratorio, passando per il condotto d’aerazione. Giunti nel laboratorio che desideravamo, camminando carponi nel condotto, aprimmo la grata, notammo gli scienziati indaffarati con le loro provette, ci mettemmo le maschere antigas e lanciammo una bomba soporifera. Gli scienziati di “ULTIMATUM” caddero privi di sensi per terra, mentre noi prelevammo un campione del ritrovato che desideravamo. Riempimmo il laboratorio d’esplosivo al plastico e lo facemmo saltare. Tutto era filato liscio come l’olio, troppo liscio per una missione che valeva la sopravvivenza di milioni di persone. Infatti, prima di raggiungere il rendez-vous con Nick e gli altri agenti “S.H.I.E.L.D.”, celati nell’ombra, Jackson Speed ed Etta Feel ci aggredirono alle spalle per impossessarsi della provetta contenente il campione che nascondevo in mezzo alla mia tuta. La Feel mi saltò addosso, mentre a William toccò affrontare Speed con il suo ombrello truccato. Io ed Etta lottammo strenuamente come delle pantere, sembrava come se combattessi contro me stessa, se io sferravo un colpo, la Feel me lo bloccava e lo stesso facevo io con lei. Alla fine, quella maledetta bionda dal sorriso macabro, mi mise sotto e cavò fuori dal suo stivale nero un coltello di almeno 10 centimetri a punta seghettata. Con la mano sinistra stava strappandomi la tuta proprio nel posto dove nascondevo la fiala, quando un grido strozzato mi permise di allontanare l’assassina con un calcio in un punto letale. Subito balzai in piedi, voltai la testa verso il mio compagno e vidi William che era stato strangolato da Speed con il classico trucco del filo d’acciaio celato nell’orologio da polso. William cadde a terra senza vita, mentre il perverso sorriso di Speed mi faceva venire la nausea. Stavo mettendomi a piangere, quando cacciai un urlo sovrumano, presi la rincorsa e cercai di saltargli addosso mirando alla sua gola. In quell’istante, come una sciocca dilettante, mi dimenticai di Etta Feel che nonostante fosse a terra, prese la sua pistola e mi sparò alle spalle colpendomi in un punto vitale. Rallentai l’andatura e caddi semi-incosciente in ginocchio davanti a Speed, che non esitò a strapparmi la tuta e a prendermi la fialetta. La ferita era grave e i due, sicuri della mia imminente fine, mi lasciarono a terra a gemere e a rantolare, fuggendo come dei veri codardi. Feci appena in tempo ad avvertire Fury con la radio celata nel mio braccialetto quando gli occhi mi si chiusero dal dolore.
Sembrava la fine della Vedova Nera, ma sopravvissi. Gli agenti “S.H.I.E.L.D.” mi recuperarono in tempo, mi trasportarono in elicottero in un ospedale dove fui sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. A causa di questo “imprevisto”, dovetti stare in convalescenza per tre mesi in una clinica svizzera e solo quando uscì fuori dalla clinica Fury mi raccontò tutto. Speed e Feel erano stati ingaggiati dagli uomini di “HYDRA” per rubare il ritrovato chimico di “ULTIMATUM”. Prima che lo “S.H.I.E.L.D.” trovò il modo di fermare quei fanatici vestiti di verde, un intero villaggio fu contaminato da quella tossina chimica e molte persone persero la vita. Io non potei fare altro che recarmi alla tomba di William Gregson e piangere il mio sfortunato amante, giurandogli che avrei ucciso con le mie mani Etta Feel e Jackson Speed, se mi sarebbero ricapitati sulla strada. Oggi, a quanto pare, ho una seconda occasione, perché la posta in palio è nuovamente alta.

Prossimo Numero: Taglia un braccio, ne ricresceranno due.

Marco Poggi


 
Posted : 14/12/2006 7:25 pm
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I ritratti delle mie versioni dark di John Steed ed Emma Peel, fanno da prologo ad un'avventura mortale per la nostra spia. "ULTIMATUM" è un altro cartello criminale, formato da soldati dalle uniformi bianche e dal basco e i pantaloni neri.

Marco Poggi


 
Posted : 14/12/2006 7:28 pm
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TAGLIA UN BRACCIO, NE RICRESCEREANNO DUE.

Parla la Vedova Nera in prima persona: Berlino. Con uno dei più semplici trucchi da spia, il travestimento, sono penetrata nella base dell’organizzazione criminale nota come “HYDRA”, alla ricerca della “chiave del sagittario”, in possesso della donna conosciuta con il nome in codice di Viper. Potrei far saltare tutto, rivelare a quella strega vestita di verde chi sono, ma ho preferito mettere fuori combattimento una guardia femminile, indossare la sua tuta e la sua maschera di color smeraldo e mischiarmi fra questi fanatici. Stavo facendo un veloce giro di perlustrazione, quando alcuni miei “compagni” mi hanno “invitato” ad una riunione con Viper. Forse dovrei dire sfuriata, più che riunione, perché la strega ora si sta sfogando con i suoi uomini per aver fallito una missione.
E mentre Viper parla, mi tornano in mente le parole di Nicholas Fury, l’eroico colonnello a capo dello “S.H.I.E.L.D.”, che mi era venuto a prelevare dal mio attico neanche 48 ore fa, usando la sua “bondiana” macchina volante.
- Cerca di stare attenta, Natasha, – mi disse, vomitando fumo – perché non avrai solo contro quei due pazzi di Jackson Speed ed Etta Feel. –
- Cosa vuoi dire ? – domandai.
- Ti mandiamo a Berlino, devi rubare la “chiave del Sagittario” a quei fanatici dell’ “HYDRA”, comandati da Viper e consegnarcela. – mi rispose.
- Ahh, un altro compito divertente! – ironizzai.
- Non scherzare, anche loro sono della partita e stanno cercando le chiavi! – mi apostrofò, emanando un’altra boccata di fumo – Anzi, ti dirò, che sospettiamo che potrebbero essere proprio loro che possiedono la “chiave del Cancro”, rubata in Inghilterra da Feel e Speed.
- Tu cosa suggerisci, Fury ? – gli chiesi.
- Cerca di non fare troppo rumore quando entrerai nella base di quei pagliacci verdi. – mi rispose.
- Va bene, Fury, - dissi – “tesserò la mia tela” nell’ombra! –
- Brava! – mi rispose Fury, tirando fuori dalla tasca un piccolo detector – E visto che ci sei, ti porterai questo piccolo detector, che ti dovrebbe aiutare a trovare la chiave. –
- Carino, Fury! – gli dissi, dopo aver esaminato il piccolo apparecchio elettronico – Ma l’Aston Martin Db 5 non me la dai ? – gli chiesi, sarcastica.
- No, se permetti, la tengo ancora nel mio garage, Natasha! – mi rispose a tono Fury.
L’elivelivolo dello “S.H.I.E.L.D.” mi depositò vicino alla base di Viper in Germania, usando ogni schermatura radar possibile. Armata dei miei bracciali e del detector elettronico, mi paracadutai sull’obiettivo e penetrai facilmente nella base “HYDRA”, usando i condotti d’aerazione. Arrivai in uno dei corridoi della base e misi fuori combattimento una guardia femminile, spogliandola del suo costume, legandola con il mio segreto “nodo alla vedova nera” e rinchiudendola in uno sgabuzzino della base.
Adesso, invece di cercare la chiave che bramano molte organizzazioni criminali, mi trovo davanti una delle terroriste più pericolose al mondo, circondata da uomini e donne vestiti di verde, pronti a morire per la loro comandante, che non è il ritratto dell’allegria.
- HEIL “HYDRA”! – urla Viper.
- TAGLIA UN BRACCIO E NE RICRESCERANNO DUE! – rispondono tutti.
- A Londra avete miseramente fallito! Vi siete fatti anticipare dagli agenti dello “S.H.I.E.L.D.”, che ora possiede la “chiave del Cancro”! – esclama Viper, schioccando la sua frusta.
“Così, “HYDRA” non c’entra con il furto della chiave,” penso fra me e me “sennò Viper esulterebbe e mostrerebbe il trofeo ai suoi accoliti!”
- Avere la “chiave del Sagittario” non significa nulla per noi! – continua Viper a vaneggiare – Dobbiamo avere anche quella del Cancro e di Scorpio per dominare il mondo! – cambia tono di voce la donna sfregiata – Però, dobbiamo stare attenti ai ladri, che potrebbero toglierci ciò che abbiamo recuperato con tanta fatica dalla montagna del Tibet! – poi, termina così - Vegliate e fate buona guardia, miei fidi, perché “HYDRA” trionfi nella battaglia finale contro gli odiati nemici! HEIL “HYDRA”! -
- HEIL “HYDRA”, TAGLIA UN BRACCIO E NE RICRESCERANNO DUE! – esclamano i soldati, rompendo le righe.

(FINE DODICESIMO EPISODIO)


 
Posted : 18/12/2006 8:09 pm
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(DODICESIMO EPISODIO CONCLUSIONE)

“Vegliate e fate buona guardia, miei fidi, perché “HYDRA” trionfi nella battaglia finale contro gli odiati nemici!”, dice lei. Ma che “bello”, mi ci volevano un po’ di complicazioni in questa missione di routine. Ma devo rischiare e cercare in tutti i corridoi possibili della base. Esco dalla sala di controllo e passo al setaccio tutta la base con il detector dello “S.H.I.E.L.D.” in mano, cercando di fare in fretta. Faccio il saluto militare a chi incontro e dispenso sorrisi a chi mi fa dei complimenti. Rifiuto una sigaretta da un fanatico barbuto e continuo la mia ricerca. Devo fare in fretta, non devono accorgersi della mia presenza. Devo uscire entro un’ora, altrimenti sarò alla mercé di questi pazzi. Il segnale si fa più forte, la chiave è vicina. Mi affretto senza correre e giungo nei pressi di una stanza blindata. Nascosta dietro un angolo, scorgo i due agenti di guardia alla stanza, faccio un sospiro ed esco fuori dal mio nascondiglio. Mi metto ad ancheggiare e ad amoreggiare col mio corpo, sfoggiando il sorriso più seducente che possiedo. I due si eccitano, io mi avvicino, lascio che mi tocchino e che mi sussurrino frasi sconce. Poi, dopo averli lasciati fare, li metto fuori combattimento, sottraggo la loro scheda, inserendola nella fessura giusta, ed entro nella stanza blindata. Sto per sbarazzarmi del costume verde, quando sento arrivarmi alle spalle un calcio molto violento, che mi fa cadere a terra.

Prossimo numero: Complicazioni.

Marco Poggi


 
Posted : 18/12/2006 8:10 pm
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L'Idra il leggendario mostro combattuto da Ercole in una delle sue 12 fatiche, diventa un'organizzazione segreta atta a distruggere il mondo ? Si, l'"HYDRA", un gruppo terroristico di soldati, fondati dal barone Wolfgang von Strucker, ma comandati anche dalla bella Viper, è il protagonista di quest'avventura. Per saperne di più su Hydra e Viper:

http://www.geocities.com/marvel_terror/hydra/hydra.html

Non è Wikipedia ma è molto esauriente!

Marco Poggi


 
Posted : 18/12/2006 8:17 pm
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COMPLICAZIONI

Parla la Vedova Nera in prima persona: Mi volto verso il mio avversario e scopro con mia gran sorpresa che si tratta d’Etta Feel, avvolta in un costume nero simile al mio che brandisce uno strano oggetto. Digrignando i denti, mi rizzo in piedi e mi metto in posizione di combattimento.
- Toh, ho trovato una dura fra le donne mascherate dell’“HYDRA”! – esclama Etta Feel, sorridendo – Quel calcio avrebbe atterrato un elefante. Conosco solo Viper che sa cadere così bene!-
- Viper non è la sola a tenerti testa, Etta Feel! – gli rispondo – Consegnami ciò che hai in mano con le buone, la “Chiave de Sagittario” che hai appena rubato e ti lascerò andare incolume! –
- Questa voce, questo marcato accento dell’est…. Ma certo, sei la Vedova Nera mascherata da agente “HYDRA”! – mi dice Etta, scrutandomi attentamente – Da quando in qua sei caduta così in basso Natasha Romanoff, da quando ti fai comandare da una donna come Viper ? –
- Parli bene tu, che, assieme al tuo amante con la bombetta, ti vendi al migliore offerente! – gli rispondo, invitandola a farsi sotto – A proposito, Etta, mi domando dove sia quello snob inglese, non vorrei che mi colpisse alle spalle con il suo ombrello! –
- Ti piacerebbe saperlo, eh ? – mi sfotte.
- Vuoi dire che sei entrata qui da sola ? Come hai fatto, signorina Feel ? – gli domando.
- Avevo la pianta della base, - mi risponde – ero venuta qua per affari non molto tempo fa, quindi conosco tutti i passeggi segreti!-
- Brava, sei passata per i condotti, come me, non è vero ? – dico, notando la grata aperta – Solo che tu non ti sei vestita di verde e non ti sei mischiata agli uomini di Viper, sapevi subito dove andare! – la scruto da capo a piedi e concludo – Certo, però, hai una bella faccia tosta a continuare a vestirti come me, il nero non ti dona! -
- Zitta, Natasha! – urla Etta Feel, puntandomi contro la “chiave del Sagittario” e lanciandomi contro una freccia di luce, che scanso a malapena.
- Ma che brava! – esclamo, osservando gli effetti della freccia di luce – Sai anche usarla, eh ? –
- Ti ucciderò, maledetta strega! – e mi lancia addosso altre frecce.
- Prima cercavo di mercanteggiare con te, sforzandomi per un attimo di dimenticare il passato, ma adesso ho una ragione in più per saltarti addosso, mercenaria! – le rispondo, evitando i colpi.
Con un calcio, la privo della chiave ed iniziamo a combattere a mani nude. Etta Feel è la mia brutta copia, conosce molto bene i trucchi del mestiere e i colpi bassi. E’ solo una patetica assassina inglese, cresciuta nei sobborghi londinesi. Una volta mi ha colpito alle spalle, sparandomi una pallottola che mi ha tenuta bloccata in un letto d’ospedale in una clinica svizzera per tre mesi. Era con il suo compagno, quel giorno a Londra quando mi sparò. Un attimo prima, il mio compagno William Grergson, agente dello “S.H.I.E.L.D.” e mio occasionale amante, era stato appena strangolato da Jackson Speed. A quell’epoca, i due mercenari inglesi lavoravano per “HYDRA”, oggi mi chiedo per chi lavorano! Mentre noi due ci scanniamo per una chiave, Etta Feel indietreggia e la sua mano va a colpire l’invisibile reticolato di raggi infrarossi che circondano la teca dov’era custodita la chiave, facendo scattare l’allarme. Grazie alla maschera dell’ “HYDRA”, mi è facile evitarli, perché è munita d’occhiali infrarossi. L’inglese doveva appena aver rubato la chiave quando io sono entrata nella camera blindata. Quando aveva sentito la porta aprirsi, si era nascosta per preparare il colpo, ma non credeva che sarei caduta bene. L’allarme si mette a suonare, la stanza da grigia si fa di colore verde smeraldo e noi due, per un attimo ci guardiamo attorno spaventate. Sentiamo dei rumori di passi, smettiamo di combattere e facciamo a gara per recuperare la chiave. Cerco di scattare, ma Etta è più veloce di me. Mentre io sono a terra, lei è in piedi nuovamente con la chiave in mano.
- Sei arrivata tardi, tovarich! – mi dice Etta, puntandomi addosso alla chiave.
Mentre già mi credo spacciata, un veloce proiettile disarma Etta della chiave e io ne approfitto per darle un calcio in faccia e prendermi la chiave. Mi volto e scopro che Viper e una decina d’uomini erano appena entrati dentro la camera di sicurezza con i mitra spianati. La pistola fumante mostrava che era stata la donna sfregiata che aveva sparato il colpo.
- Brava, hai trattenuto la ladra, sarai premiata per aver protetto la “Chiave del Sagittario”! – mi dice Viper, scambiandomi per una donna dell’“HYDRA”
- Non crederle, Viper, è la Vedova Nera travestita! – s’intromette Etta Feel.
- Cosa ? – urla Viper.
- La donna bionda ha ragione, mia signora…AARRRGH, quella è una spia quanto lei! – esclama una delle due guardie che si erano riprese dai miei colpi. – Ci ha messo fuori combattimento, fingendosi amichevole! –
- Maledetta, me la pagherai! – esclama Viper, levandomi la maschera, con un colpo di striscio della sua Luger.
- Viper, se mi fai un buon prezzo, te la uccido volentieri! – dice Etta Feel, con un sorriso maligno, avvicinandosi a me.
- Non ascoltarla, Viper, lei gioca per la “concorrenza”! – mi intrometto, levandomi completamente il costume verde che nasconde il mio.
- Anche tu giochi per la “concorrenza”, Natasha Romanoff! – mi risponde Viper – UCCIDETELE ENTRAMBE! –

(FINE TREDICESIMO EPISODIO)


 
Posted : 27/12/2006 3:49 pm
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(TREDICESIMO EPISODIO CONCLUSIONE)

Una raffica di proiettili c’investe e io ed Etta Feel sono costrette ad allearci per sbaragliare i nostri nemici. Ma come dice il loro motto, se tagli un braccio all’Idra, due ne ricresceranno e più agenti mettiamo fuori combattimento, più altri vengono in loro soccorso. Allora, io, che avevo capito come funzionava la chiave, punto l’arma che è nelle mie mani e inizio a folgorare i fanatici che mi si presentano davanti. Cadono come birilli, mentre Viper abbaia ordini rabbiosi e spara come una donna fuori di senno. Etta Feel, come al solito, m’imita nelle mosse di kung fu e, insieme, riusciamo a farci spazio fra i nemici. Siamo, però, due donne contro un esercito e presto ci ritroviamo circondate. Sembra giunta la nostra fine, quando un’esplosione distrugge una parete, rivelando la presenza del colonnello Nick Fury e degli agenti dello “S.H.I.EL.D.” armati di mitra. Fury e i suoi uomini, come un ciclone gagliardo che spazza via ogni cosa, hanno la meglio sui fanatici vestiti di verde e, alla fine, anche Viper depone la pistola, arrendendosi. Quanto a me, tiro un sospiro di sollievo e noto che Etta Feel ha approfittato dell’arrivo di Fury per uscire di scena con stile.
- Avevi detto che non si doveva fare troppo rumore, Nicholas! – esclamo, rivolgendomi a Fury.
- Già è vero! – risponde Fury – Ma il fatto è che non mi fido a lasciarti sola, dopo che tu hai raso al suolo il quartier generale della “Mano” a New York, Natasha! Per questo ti ho piazzato una cimice nel costume! -
- Sei una volpe! – esclamo - Tieni, questa è la “chiave del Sagittario”! – gli dico, consegnandogli l’oggetto.
- Ho visto che sai come usarla, perché non la tieni ancora per un po’, eh ? Inoltre, - continua il colonnello, estraendo un oggetto dalla tuta – prenditi anche questo souvenir di famiglia! –
- E’ la “Chiave di Scorpio”! – esclamo io riconoscendola – Non era custodita nella vostra base del New Mexico ? –
- Si, certo. – ammette – Ma volevamo giocare un brutto tiro ai nostri ladri e l’abbiamo sostituita con una copia! Infatti, - conclude – prima di dare l’assalto alla base dell’ “HYDRA”, c’è stato comunicato che un ladro era penetrato nella base del New Mexico e aveva sottratto la chiave falsa! –- sorrido e esclamo :
- Scommetto che il ladro aveva bombetta, abito inglese e ombrello… Jackson Speed! -
- Si, perché me lo chiedi ? – domanda Fury.
- Perché, fino a qualche minuto fa, in questa base c’era la sua socia e amante: Etta Feel! – rispondo.
- Capisco una doppia operazione separata, ma messa in atto allo stesso momento, in perfetta sincronia a Berlino e in New Mexico! – deduce Nicholas.
- Già, un’operazione degna degli svizzeri, ma anche degli inglesi…e Speed e Feel sono inglesi fino al midollo! – affermo, ironizzando – E ora cosa facciamo, Nicholas ? Etta Feel è scappata e Speed si accorgerà presto di avere una copia della “Chiave di Scorpio”! – e Fury:
- Per questo ti ho consegnato quella vera, Natasha, per attirarli in una trappola! –

Prossimo numero: Trappola per topi.

Marco Poggi


 
Posted : 27/12/2006 3:51 pm
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TRAPPOLA PER TOPI.

Parla la Vedova Nera in prima persona: Con una valigetta in mano, corro e salto fra i tetti di Manhattan, in una fredda notte invernale. Ho un appuntamento inderogabile al porto, perché ho messo all’asta due oggetti molto preziosi e ricercati fra i criminali e le spie di tutto il mondo: la “Chiave di Scorpio” e la “Chiave del Sagittario”. Alcuni giorni fa, il colonnello Nick Fury dello “S.H.I.E.L.D.” mi aveva affidato i due oggetti perché organizzassi una trappola per il folle che desiderava tutte e tre le chiavi. Così, ho organizzato un’asta telematica, dove ho messo in palio le rimanenti due, sperando che i topi cadessero in trappola, ma la cosa ha interessato un bel po’ d’acquirenti. Terroristi arabi, generali dell’ex-KGB, agenti del “MAGGIA”, mafiosi al soldo di Wilson Fisk, ambasciatori latveriani, rappresentanti della Symkaria, il Teschio Rosso, la “SETTA DEL SERPENTE”, il “CLUB INFERNALE”, “ULTIMATUM”, il Mandarino, il conte Dracula e la branca più importante dell’ “HYDRA”, quella comandata dal barone Von Struker, erano interessati all’articolo. Era la prima volta che organizzavo un’asta su Internet con articoli così “interessanti”, anche perché erano anni che non “giocavo” a fare l’agente doppiogiochista. Organizzare le aste su Internet è roba recente, quando iniziai a fare questo “lavoro” il computer non era ancora entrato nelle abitudini dell’uomo medio. Ora invece è tutto cambiato, basta scattare delle foto, passarle allo scanner, immetterle nel computer, inviare gli articoli alle persone giuste tramite il loro sito e aspettare risposta. Quando gli interessati si fanno vivi, invii loro un’e-mail, dove indichi l’ora dell’asta, attendi che nel tuo schermo compaiano i volti dei possibili acquirenti e dai il via alla trattativa. Anche se è stata dura, non è che mi reputi soddisfatta degli interessati. Speravo di vedere i volti d’Etta Feel e Jackson Speed che trattavano per un loro acquirente misterioso, invece i due non mi hanno nemmeno risposto. Alla fine, l’asta è stata vinta da Wilson Fisk, l'uomo conosciuto col soprannome di Kingpin, lo zar del crimine di New York responsabile di molte atrocità contro il mio adorato Matt Murdock, ma che non credo abbia in questo periodo nel suo libro paga Etta Feel e Jackson Speed, perché i tre non sono mai andati d’accordo. Kingpin ha solo afferrato la “palla al balzo” e, anche se riluttante, decido di “premiare” i suoi sforzi consegnandogli le due chiavi.
Quando, però, arrivo al porto, nei pressi del molo 42, verso le 11 della sera, sotto di me noto una limousine nera e quattro uomini distesi per terra. Con un salto arrivo a terra e, chinandomi, dal sangue per terra capisco che i quattro uomini sono stati uccisi barbaramente. Erano gli emissari di Kingpin, li riconosco dalle facce. Wilson Fisk non era poi così interessato come supponevo, altrimenti sarebbe venuto di persona. Forse, se avessi avuto anche la terza chiave, il discorso sarebbe stato diverso, ma con due chiavi su tre, può anche permettersi di perdere alcuni suoi sottoposti. Mentre mi sto rialzando in piedi, sento dietro a me un rumore di passi. Mi volto di scatto e riconosco le figure d’Etta Feel e Jackson Speed.
- Le è piaciuto lo spettacolo, signora Romanoff ? – mi domanda la spia inglese in bombetta.
- Dovevo capire che dietro a tutto questo c’eravate voi due! – rispondo io.
- Un’asta telematica…Una bella pensata, mia cara, ma doveva capire che i veri responsabili non sarebbero caduti nel tranello! – mi dice Feel, sorridendomi, con un ghigno malvagio – Soprattutto, quando il sottoscritto, dopo molte fatiche, aveva scoperto che la “Chiave di Scorpio” che avevo rubato nella base dello “S.H.I.E.L.D.” del New Mexico era falsa! -
- Povero Speed, si è preso un’insolazione e un grosso rimprovero dal nostro cliente! – interviene Etta Feel, baciando Speed sulla bocca – Fortuna che può contare su di me, per qualsiasi giochetto erotico o mortale! –
- Volete le chiavi ? Qual è la vostra offerta ? E chi è il vostro cliente ? – domando, indicando ai due la valigia.
- Posso rispondere solo alla prima domanda, signora Romanoff. - mi risponde Speed, conservando la sua odiosa flemma inglese – Noi vogliamo le chiavi e le prenderemo con la forza, se non si arrende! -
- No! – dico io, scuotendo la testa – Non le avrete, voi e il vostro cliente non avete fatto la vostra offerta all’asta, quindi cederò l’articolo al secondo cliente che si è classificato: il Teschio Rosso! –
- Beh, l’hai sentita, Speed ? – dice Etta Feel al suo compagno.
- Certo, mia cara! – le risponde Speed, levandosi la bombetta dalla testa – Dobbiamo essere sportivi e fare “tanto di capello” alla testardaggine della Vedova Nera! –

(FINE QUATTORDICESIMO EPISODIO


 
Posted : 15/01/2007 4:07 pm
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(QUATTORDICESIMO EPISODIO CONCLUSIONE)

Capisco solo dalla battuta sul cappello le intenzioni di Speed ed evito per un soffio la bombetta munita di lame rotanti che l’inglese mi scaglia addosso. E’ il segnale che Etta Feel aspettava per saltarmi addosso, ma io riesco ad allontanarla usando una leva di judo. Speed estrae, allora, il suo fioretto, celato nell’ombrello e mi mostra più volte che è molto appuntito. Io evito i fendenti dell’inglese, che non mi dà tregua. Etta Feel mi attacca alle spalle con un colpo di kung fu. Io accuso il colpo e cado, Speed cerca di approfittarne per infilzarmi con la sua spada, ma con un calcio lo disarmo e con un altro lo faccio cadere a terra. Etta Feel, allora, mi salta addosso per la seconda volta ed iniziamo a combattere sul serio. Ci scambiamo colpi violenti, sapendo di essere simili nella preparazione atletica e fisica. Se io attacco lei riesce a prevenire ogni mia mossa e viceversa e ciò mi rende insicura e nervosa. Tanto insicura e nervosa che non mi accorgo che Speed è arrivato alle mie spalle e che ha preso di mira la mia gola con un filo d’acciaio, nascosto nell’orologio da polso.
- Si ricorda di questo trucchetto, signora Romanoff ? – mi sussurra all’orecchio l’inglese.
- Si…AAARGH! – rispondo io, con voce strozzata, ricordandomi del mio vecchio amico William Gregson - E non è stato divertente, signor Speed! –
- Tienila ferma, che le mostro le sue interiora! - esclama Etta Feel estraendo il suo coltello da 10 centimetri.
- Per colpa sua, signora Romanoff, sono stato rimproverato dal mio cliente e sono dovuto venire a New York! – mi dice Speed, stringendo più forte – Io detesto New York, con il suo smog, con i suoi vicoli puzzolenti e con i suoi abitanti infantili e volgari! –
- Diamine, Speed, questa ancora si dimena! – esclama Etta Feel - Ouch! Mi ha fatto cadere il coltello, con un calcio! Maledetta, prendi questo! – e mi colpisce duro con un calcio in mezzo allo stomaco.
- La signorina Feel non è clemente con chi la fa arrabbiare, signora Romanoff! – continua Speed, aumentando la stretta – Lei si è dimostrata un tipo ostinato, duro a morire, ma stavolta non lasceremo il lavoro a metà! Stanotte, mia cara, lei morrà davvero! –
- Può darsi, ARRRGH! – urlo io – Ma le farò sputare sangue, prima di arrendermi! – e, con tutta la forza che ho, gli do una testata all’indietro, che mi libera dalla stretta.
- Maledetta, io ti ammazzo! – mi presenta ancora il suo coltello Etta Feel, che scanso per un soffio.
- Non è facile, mia cara! – esclamo dandole io un calcio sullo stomaco – Quello che mi ha sferrato tu aveva metà della forza! – continuo dandole un cazzotto che le fa saltare due denti – Alzati, non ho finito con te! – le ordino, prendendola per i capelli – Stavolta, non ti lascerò scappare, stavolta…AAAARGH!!!! – la lama di Jackson Speed mi trapassa da parte a parte.
- Signora Romanoff, perché si dimentica sempre che è un gioco a tre ? – mi dice Speed, sogghignando – Signorina Feel, ho bisogno di lei! -
- Tieni! – esclama Etta Feel, restituendomi il pugno che mi accascia a terra - E non è finita! – mi sferra un calcio in faccia – No, non userai il tuo “morso di Vedova”! – mi dice pestandomi la mano destra e rompendo col suo tacco il mio bracciale.
- La finisca con questa tortura, signorina Feel! – le dice Speed, mentre si china a prendere la valigetta con le chiavi – Abbiamo ciò che volevamo, la signora Romanoff è ormai ferita mortalmente, ma può ancora riprendersi se non terminiamo la faccenda! –
- Allora, Speed, mirerò al cervello! – gli risponde estraendo la pistola dalla fondina – Preparati a morire, Vedova Nera.
- Sei solo buona a parlare, Etta Feel! – mormoro io, ridendo mentre mi punta la canna della Walther p. 38 sulla mia fronte.
- Bye, bye, Vedova Nera, è ora di raggiungere tuo marito! – mi saluta Etta Feel, mentre mi trapassa il cervello con un proiettile.

Prossimo numero: La chiave d’ogni cosa.

Marco Poggi


 
Posted : 15/01/2007 4:09 pm
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La Vediva Nera debutta nel 2007 con la sua morte. Per saperne di più non perdete il prossimo episodio della saga!

Marco Poggi


 
Posted : 15/01/2007 4:10 pm
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LA CHIAVE DI OGNI COSA.

Dopo un estenuante viaggio in aereo, le due spie mercenarie Jackson Speed ed Etta Feel tornano a Londra con la preziosa valigetta strappata alla Vedova Nera il giorno prima. A bordo di un’auto sportiva rosso fiammante, i due si recano all’appuntamento con il loro misterioso cliente, che ha una base operativa fuori città. I due sono euforici, anche perché sono riusciti ad uccidere la Vedova Nera, dopo un estenuante duello al molo 42 di New York.
Giunti a destinazione, Etta Feel e Jackson Speed vengono scortati dalle guardie mascherate armate dal loro cliente, che li osserva grazie a telecamere a circuito chiuso, situate sopra ogni corridoio. Speed tiene stretta a sé la valigetta, conservando una calma che Etta Feel non ha. La ragazza si avvicina a lui e gli sussurra:
- Speed, ti confesso che il nostro cliente mi fa un po’ paura! -
- Davvero, signorina Feel ? – si stupisce Speed – Certo, il nostro cliente è…bizzarro e inconsueto, ma vedrà che ci pagherà bene per il servizio che gli abbiamo reso. Inoltre, credevo che, dopo aver ucciso la signora Romanoff, niente la spaventasse! –
- Si, è vero, ho ucciso molte persone che mi hanno sbarrato la strada, i soldi mi fanno gola, ma quell’essere che ci ha assunti è davvero disgustoso, Speed! – gli risponde Etta Feel.
- SSST! Faccia silenzio, signorina Feel. – la zittisce Speed, mostrando ad Etta Feel la porta d’ingresso – Sembra che siamo arrivati, le guardie ci fanno cenno d’entrare. Si ricordi, lasci parlare me! -
- Va bene! – gli risponde Etta Feel.
I due entrano nella stanza di controllo e nell’oscurità sentono una voce stridula e maligna dire:
- Benvenuti, signori! Avete ciò che voglio ?-
- Si, abbiamo le due armi che ci ha chiesto di procacciarle, MODOK! – risponde Jackson Speed, senza scomporsi, mentre mostra la valigetta all’essere grottesco bloccato su di una sedia a reazione che risponde al nome di Modok, il supremo capo dell’“A.I.M.”.
- Bene, allora datemi la valigetta con le chiavi energetiche! – ordina Modok, uscendo fuori dall’oscurità.
- Eccola, signore! – gli risponde Speed, porgendogliela nelle sue piccole mani.
- Ahh, sono mie, finalmente! – esclama Modok, aprendo la valigetta e osservandone divertito il contenuto. – Con queste chiavi energetiche, niente mi potrà fermare! – e Jackson Speed domanda:
- Queste chiavi hanno forse un grosso potere distruttivo ? –
- Più di quanto pensa, signor Speed! – risponde Modok prendendo le due chiavi con le sue piccole mani e sbarazzandosi della valigetta – Ora l’“A.I.M.” potrà ritornare ad essere la più pericolosa organizzazione terroristica del mondo! – avvicinandosi ad una cassaforte della stanza, Modok continua a parlare – Un tempo avevamo il Cubo Cosmico da venerare come simbolo del terrore, signori, ma oggi, - conclude il mostro, aprendo la cassaforte della sala e tirando fuori la “chiave del Cancro” – oggi abbiamo le tre chiavi energetiche del Cancro, di Scorpio e del Sagittario! Lo sciocco criminale chiamato Scorpio ne usava solo una. Non era informato dell’esistenza delle altre due, altrimenti avrebbe avuto in mano un’arma davvero singolare ed imbattibile! –
- E..e…qual’è il potere delle tre chiavi ? – domanda, balbettando Etta Feel.
- Osservate come le tre chiavi s’incastrano fra loro, signori. – afferma Modok, montando assieme le tre chiavi energetiche- Osservate quale arma gigantesca formano: un super fucile energetico! –
- Mah, tutti questi sforzi per un fucile energetico, Modok ? Lei mi delude! – afferma Speed, storcendo la bocca.
- E se le dicessi che quest’arma può aprire varchi dimensionali, disintegrare decine d’uomini e distruggere intere flotte aeree e navali con un solo colpo, cosa direbbe, signor Speed ? – domanda Modok, puntando il fucile verso Speed e Feel.
- Le direi di puntare quell’arma altrove, Modok! – gli risponde Speed, cercando di conservare la sua calma.
- Questo non ci vuole pagare, Speed, questo ci vuole uccidere! – bisbiglia Etta Feel al suo socio.
- Non…non dica sciocchezze, ora a…abbasserà…sicuramente l’a..arma, signorina Feel. – balbetta Speed. – Vero che lo farà, Modok ? Vero che non ci ucciderà ? – domanda Speed ad alta voce al suo cliente.
- Avete servito bene, la causa dell’ “A.I.M.”, - inizia a dire Modok, non abbassando il super fucile - avete ucciso persino la Vedova Nera per impossessarvi di queste chiavi, ma ora che possiedo il super-fucile energetico voi due… -
Ma, proprio mentre Modok sta per terminare la frase, inizia a suonare l’allarme. Modok, impaurito, chiede alla guardie della sala di aprire tutti i monitor, mentre Speed e Feel cercano di approfittare della distrazione del mostro, per tentare di fuggire..
- Aspettate, signori, non ho ancora finito con voi! – esclama Modok voltandosi e sparando un raggio mentale dal suo collare posto sopra la sua testa verso i due inglesi – Quest’intrusione è strana e forse voi due ne sapete qualcosa! –
- Yiiks! – esclama Speed, vedendo il raggio mentale di Modok sfiorarlo – Ma che dice, noi siamo stati super-attenti a non farci seguire, Modok! – e Modok a Speed:
- Si vede che sta invecchiando, signor Speed! Operatore, - ordina Modok ad uno dei suoi uomini alla consolle – apra tutti canali e vediamo che succede! –
- Agli ordini, supremo! – obbedisce l’uomo, aprendo tutti i video – Ehi, osservate, i nostri uomini stanno combattendo con qualcuno nella stanza del reattore! Il loro avversario è…è una donna! –

(FINE QUINDICESIMO EPISODIO)


 
Posted : 25/01/2007 3:09 pm
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(QUINDICESIMO EPISODIO CONCLUSIONE)

- Cooosa ??? Non può essere, tu menti! – esclama Modok, uccidendo l’operatore con il suo raggio mentale – E’ vero, l’intruso è una donna, ma il monitor non mi fa capire chi è! – continua Modok avvicinandosi alla consolle.
- Se non le dispiace, Modok, noi… ce ne andremmo! – dice Speed levandosi il cappello.
- Si, non vogliamo trattenerci oltre! – esclama Etta Feel, sforzandosi a sorridere, mentre cerca di indietreggiare verso l’uscita.
- Fermi! – esclama Modok, sparando un terzo colpo mentale in terra – Voi due non andrete da nessuna parte, voi verrete con me a stanare l’intrusa! E’ colpa vostra se è penetrata in quest’installazione dell’“A.I.M.”. Se volete i vostri soldi dovrete ucciderla! Oppure, - dice Modok, brandendo il super-fucile energetico e puntandolo nuovamente su Jackson Speed ed Etta Feel – oppure vi uccido io all’istante! –
- Ma se prima lo voleva fare un minuto fa usando quell’arma infernale! – esclama Etta Feel, spavalda.
- E’ meglio accettare la sua proposta, signorina Feel, – le suggerisce Speed a bassa voce - se vogliamo fuggire da questo posto! –
Etta Feel annuisce e così, i due mercenari si arrendono e accettano le condizioni del leader supremo.
I tre scomodi alleati escono fuori della stanza di controllo, imboccando i corridoi che portano al reattore della base. I tre raggiungono la stanza, dove una drammatica scena li attende: decine d’uomini dell’“A.I.M.” sconfitti dall’abilità marziale di una donna dai capelli rossi e fluenti e vestita di nero.
- LA VEDOVA NERA! Ma non l’avevate uccisa ? – domanda Modok ai due killer.
- Non prendertela con loro Modok, sono dei dilettanti! – esclama Natasha Romanoff, stendendo l’ultimo soldato dell’“A.I.M.” con un calcio al ventre –Nella mia vita sono morta più di una volta e un colpo di spada e un proiettile in testa non possono uccidere Natalia Alianovna Romanova! –
- Vuoi dire che tu sei immortale, Vedova Nera ? – domanda Modok, con un tono minaccioso.
- In un certo senso, si! – gli risponde la Vedova, sorridendo.

Prossimo numero: il bluff della Vedova.

Marco Poggi


 
Posted : 25/01/2007 3:11 pm
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Questa storia, che vede l'assenza della Vedova Nera, svela finalmente chi è il cliente di Etta Feel e Jackson Speed: Modok, l'orrendo capo dell'AIM. In fondo dietro a John Steed, Emma Peel e Tara King c'era un uomo grassoccio e beone chiamato "MAMMA", un uomo disabile dalle battute pungenti, ricordate ? Per informazioni su Modok, apparso in molti cartoni animati degli anni'90 di "IRON MAN", consultate il sito:

http://en.wikipedia.org/wiki/MODOK

Marco Poggi


 
Posted : 25/01/2007 3:17 pm
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IL BLUFF DELLA VEDOVA

Parla la Vedova Nera in prima persona: Sono penetrata nella base segreta londinese dell’“A.I.M.”, grazie ad uno dei miei tanti espedienti, e arrivata nella stanza del reattore ho intrattenuto una “simpatica discussione” con dei soldati vestiti di giallo che indossano maschere che paiono zanzariere. Ho fatto di tutto per farmi notare ed infatti, ecco che, nel bel mezzo del combattimento, il capo supremo di quest’organizzazione, l’orrendo Modok, e i due assassini inglesi Etta Feel e Jackson Speed, irrompono nella sala, stupiti nel vedermi (anche perché mi credono morta in uno scontro a New York). Quanto a me, non posso non notare il gran fucile che brandisce Modok con le sue piccole manine, composto dalle tre chiavi energetiche del Cancro, di Scorpio e del Sagittario.
- LA VEDOVA NERA! .Ma non l’avevate uccisa ? – domanda Modok ai due killer.
- Non prendertela con loro Modok, sono dei dilettanti! – esclamo, sistemando l’ultimo dei suoi soldati con un calcio –Nella mia vita sono morta più di una volta e un colpo di spada e un proiettile in testa non possono uccidere Natalia Alianovna Romanova! –
- Vuoi dire che tu sei immortale, Vedova Nera ? – domanda Modok, con un tono minaccioso.
- In un certo senso, si! – gli rispondo, sarcastica, mentre l’ultimo soldato si accascia al suolo svenuto
- Non credo che tu sia immune ai raggi di questo super-fucile energetico, Vedova! – impreca Modok, puntandomi addosso il fucile.
- Se fossi in te, non lo farei, Modok, perché questa è la stanza del reattore e un solo colpo può ridurci in cenere, assieme a metà della popolazione londinese! – gli rispondo prontamente.
Per un attimo, il piccolo uomo dalla grossa testa, costretto a vivere in sedia a reazione, tace. Poi, abbassa il fucile e dice:
- E’…è vero! –
Mentre Modok abbassa l’arma, noto appena in tempo che Jackson Speed mi ha lanciato contro la sua bombetta a lame rotanti. Mi tuffo, allungo il braccio destro, attivo il mio “morso di vedova” e disintegro il cappello.
- Credevi che non mi accorgessi, del tuo cappello truccato, Speed ? – affermo sarcastica – Sei un illuso, se credi di ammazzarmi con questi vecchi trucchi da 007! –
-Maledetta, ora, ti sistemerò per sempre! YAAA! – esclama Etta Feel, colpendomi con un calcio volante – Non mi servono pistole quando posso usare le mie dita affilate per strangolarti, Vedova! –
- Vuoi sapere, come ho fatto a sopravvivere a New York, signorina Feel ? Spedendo un L.M.D. (Life Model Decoy) che mi somiglia al porto! – confesso, allontanandola con un doppio calcio.
- Vuole dire che sapeva che noi saremmo intervenuti al porto, signora Romanoff ? – domanda Speed, estraendo il suo stiletto dall’ombrello e attaccandomi con paio di fendenti mortali – Che tutta la scena era stata creata apposta per farci uscire allo scoperto ? – ed io, parando un fendente, gli rispondo:
- Certo, sapevo delle vostre mosse e ho giocato a fare la volpe! Non facendovi vedere all’asta telematica, mi sono insospettita e ho chiesto a Fury un automa con le mie fattezze da mandare al porto al mio posto! – schivo un altro colpo, poi continuo – Mentre voi uccidevate il mio automa, che portava la valigetta, io mi sono nascosta nel bagagliaio della vostra macchina e vi ho seguiti fino all’aeroporto “Kennedy” ! – assesto un calcio alla sua mano, privandolo del suo fioretto, poi riprendo – Ho preso il vostro stesso volo per Londra, camuffandomi con un impermeabile, un cappello largo e un paio d’occhiali neri. Quando avete preso la “testa rossa”, giunti a Londra, mi è bastato infilarmi ancora nel portabagagli dell’auto e lasciare che voi stessi mi conduceste al garage di questa base! – un colpo di taglio al ventre, poi un calcio in faccia all’inglese e concludo – Mentre voi andavate a far rapporto a Modok, scortati dalle guardie in giallo, io sono uscita dal portabagagli e mi sono diretta nella stanza più pericolosa di questa base per farmi notare! – con un terzo colpo, faccio volare Speed d’alcuni metri.
- Speed! – esclama Etta Feel, vedendo il suo partner privo di sensi – T'ammazzo, cagna! – e mi salta addosso con tutta la sua furia.
- Non hai contro un L.M.D. a media potenza e comandato a distanza, mia cara. – esclamo, rispondendo colpo su colpo – Hai di fronte la vera Vedova Nera e questo calcio ti dimostra che non bluffo più! – la atterro e le salto addosso – Mi devi una pallottola nella schiena, Etta Feel, nonché un uomo che ho molto amato! – e, con le mie mani, inizio a torcerle il collo.
- Mi stai strozzando, maledetta! Aaargh!- urla Etta Feel, che tenta di divincolarsi dalla morsa.
- E questo è niente, dannata biondastra…- dico, non diminuendo minimamente la presa – Tu ti vesti come me, sei la mia brutta copia, ma non sei me! – riprendo fiato e poi continuo – A causa tua e del tuo partner sono dovuta rimanere in un letto d’ospedale per tre mesi e a causa vostra un intero villaggio europeo è stato contaminato con un virus batteriologico dagli uomini dell’“HYDRA”! -
- Aiut…Soffoco! – urla la Feel.

(FINE SEDICESIMO EPISODIO)


 
Posted : 01/02/2007 3:45 pm
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