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LA VEDOVA NERA DEI FUMETTI MARVEL scritta da me

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PROLOGO

New York city. In un nascondiglio segreto, un folto gruppo di ninja della “Mano” osserva delle diapositive dove è ritratta la loro pericolosa nemica, Elektra Natchios, che uccide a colpi di Sai, cioè delle spade corte giapponesi, diversi assassini in nero. Le diapositive sono presentate da uno dei capi della “Mano”: Satoshi Masamune, un trentacinquenne in doppio petto bianco dagli occhi pieni di follia e determinazione.
- Osservate, osservate come la nostra ex-allieva, Elektra Natchios, si disfa dei nostri migliori assassini! – esclama Satoshi, indicando la donna ai suoi interlocutori – E pensare…e pensare che non molto tempo fa questa donna vestita di rosso era morta e sarebbe potuta risorgere come servitrice fedele della “Mano”! Ora, osservate… - continua a dire Satoshi – è divenuta peggio di prima e dire che per un po’ di tempo era divenuta una dei “Casti”. Ma il richiamo del sangue l’ha ritrasformata in quella femmina ribelle e senza padroni, che era nella sua prima vita! E di chi è la colpa di questo ? - domanda Satoshi, cambiando diapositiva col telecomando portatile del proiettore e mostrando un uomo dal costume e dal cappuccio scarlatto - Del suo ex-amante dei tempi che furono, del vigilante Devil, alias l’avvocato non vedente Matt Murdock, addestrato dal nostro temibile avversario Stick, e solo per questo deve morire…M a non solo lui, - un’altra pressione sul telecomando e una donna capelli rosso fuoco dal costume nero sostituisce Devil - anche questa donna partecipò alla resurrezione d’Elektra, la conoscete tutti, si chiama Natasha Romanoff, la spia vestita di nero conosciuta col nome in codice di VEDOVA NERA!!!! -

NATASHA ROMANOFF, LA LETALE VEDOVA NERA IN: UNA “MANO” DI TROPPO!

Un racconto scritto da Marco Poggi, ispirato ai personaggi di Stan Lee & Frank Miller.

Parla Natasha Romanoff in prima persona: Mi chiamo Natasha Romanoff, nome in codice “Vedova Nera”, professione spia freelance. Di solito, a quest’ora, sarei vestita di nero, a caccia di microfilm, a giocare a fare 007, in qualche luogo sperduto del mondo. Ma stasera sono a New York, a fingere d’essere quella che vorrei sempre: una bella donna, vestita d’Armani, accompagnata da un uomo attraente, che mi vede solo come una ricca ereditiera di un casato russo. No, non è un agente segreto, ma un comune riccone che risponde al nome di Jonathan Winters. Ci conosciamo da poco più di un mese, ma ci siamo subito piaciuti. Stasera siamo andati a teatro, poi a mangiare al “Ritz”, ma adesso la Porche di Jonathan è posteggiata vicino al mio attico ed è da 15 minuti che ci sbaciucchiamo come liceali. Mi chiedo se Jonathan sia serio e se questo legame durerà. Con il mio “lavoro”, legare con dei “civili” può essere pericoloso.
- Sei una donna affascinante, Natasha! – esclama il mio accompagnatore, stuzzicandomi con quella sua barba castana e affascinandomi con i suoi occhi blue – Ho passato una bellissima serata! – ed io:
- Anch’io, Jonathan, e non sai quanto ti ringrazio di questo! – e lui:
- Allora perché non m’inviti su da te, a bere qualcosa ? – ed io, abbassando lo sguardo:
- Non così presto, ci conosciamo così da poco tempo che non vorrei affrettare i tempi! –
- Cosa mi nascondi, Natasha Romanoff ? – mi chiede Jonathan – Il cadavere del tuo defunto marito, forse ? – ed io, ridendo gli rispondo:
- Ma cosa dici, Jonathan ? Dico solo che è troppo presto per estendere il nostro rapporto. – e lui:
- Va bene, Nasha, ma non attenderò per sempre! Lo vedo dai tuoi occhi che sei una donna troppo sola, che hai bisogno di qualcuno che ti stia accanto…Se solo tu ti confidassi con me! – ed io, aprendo la portiera dell’auto ed uscendo fuori, lo saluto dicendo:
- Jonathan, sei un uomo meraviglioso, ma è ancora presto per le confidenze e i segreti di famiglia. Sei molto caro, - con la mano destra gli accarezzo la guancia – ti giuro che sarò io a venire da te al più presto e sarà una notte fantastica, te lo prometto. Buonanotte! – e lui, ricambiando la carezza, mi dice:
- Attenderò con ansia quel momento, Nasha! Buonanotte! –
Jonathan chiude la portiera, parte a tutto gas, lasciandomi sola con i miei pensieri, mentre mi accingo a salire lentamente le scale che portano al mio attico. Se mi sento sola ? Certo che si, mi mancano un sacco gente, Ivan Petrovich, il mio patrigno, il prode Ercole, lo scatenato Clint, il dinamico Matt, ma soprattutto Alexy, il mio defunto marito. Certo, ci sono le chiamate di Nick Fury, il direttore dello “S.H.I.E.L.D.”, ma non sono il tipo che porta a letto i superiori, soprattutto gente come il vecchio Nicholas. Arrivo nel mio attico buio, accendo la luce, ma il mio animo è ancora buio. Forse dovevo accettare l’offerta di Jonathan, forse dovevo farlo salire. Mi tolgo il vestito, mi libero dei miei “trampoli” d’argento da 12 centimetri di tacco che chiamo scarpe, vado nel mio armadio per indossare una vestaglia e trovo…UN NINJA NERO FRA I MIEI VESTITI!

(FINE PRIMO EPISODIO)


 
Posted : 02/11/2006 2:46 pm
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(PRIMO EPISODIO CONCLUSIONE).

Un urlo di spavento, una katana che mira al mio diaframma, un mio calcio al suo stomaco, una pressione del polso e la sua spada è nelle mie mani. Poi, è facile rivolgerla verso di lui, spaccandogli in due il cuore. Istinto di sopravvivenza, così si chiama. Il fumo che alla fine esce dal suo corpo, mi fa capire con chi ho a che fare: con un sicario della “Mano”. Sorpresa da ciò, mi accorgo solo ora d’essere nuda, così prendo dall’armadio il mio costume nero e in 2,5 secondi netti lo indosso, assieme ai miei bracciali che chiamo “morsi della vedova”. I miei occhi scrutano la stanza e in pochi attimi mi trovo circondata da preponderanti forze nemiche.
- Vedova Nera, il nostro capo, Satoshi Masamune, ti vuole morta! – mi urla uno degli uomini in nero.
- Se fossi una donna indifesa, urlerei come una belva ferita, sicario! – gli rispondo, prendendogli con le mani la sua katana ed evitando con un salto tre shuriken, lanciati da altrettanti scagnozzi – Ma io sono la Vedova Nera e sono letale! – gli strappo la spada di mano e lo colpisco con un pugno aperto al mento.
In pochi secondi, la lotta entra subito nel vivo ed io mi difendo come posso, facendo sì che loro mi spingano giù in strada. M’illudo che i miei avversari sono solo quelli che mi hanno attaccato nell’attico, infatti, ad attendermi ci sono altri sicari che mi aspettano con le katane e gli shuriken in mano. Sono bravi, eccelsi nella loro arte mortale, ma io non sono da meno. Quelli che elimino scompaiono con la solita nuvola di zolfo, ma altri prendono il loro posto. L’agguato è stato ben studiato, nei vicoli non c’è nessuno che mi possa dare una mano e presto anche loro riescono ad avere il mio primo sangue. Io combatto come una belva, dimostrando d’essere abile nel mio talento, ma presto mi accorgo che il mio “morso della vedova” non basta e che il mio costume inizia ad avere troppi strappi, da dove escono troppi fiotti di sangue. Urlo e combatto per non far capire ai nei miei nemici che sono stremata, ma presto sono in ginocchio. Mi vedo circondata da troppi assassini, sarebbe una giusta morte per la Vedova Nera: morire da sola. Poi, quando mi sento già all’altro mondo, vedo una scia rossa che si para fra me e i miei avversari.
- Matt, sei tu, grazie al cielo! – esclamo con un sorriso fra le labbra, aiutando il mio salvatore come posso con il mio “morso di vedova”.
Il mio veloce salvatore non risponde, ma continua a colpire i miei nemici, che ora sono anche i suoi, senza sosta, con la stessa velocità ninja con cui l’avevo visto arrivare. Lottiamo fianco a fianco per pochi minuti, ma quel che noto è che gli avversari del mio alleato sembrano cadere morti a causa di ferite da arma da taglio. Matt Murdock usa manganelli, non può essere lui il mio silenzioso salvatore. Io cado stremata a terra, mentre gli ultimi ninja sono trafitti da stiletti infallibili. Alzo gli occhi per vedere a chi devo la vita e riconosco un costume rosso fuoco, una bandana dello stesso colore in testa e dei Sai che grondano sangue.
- Non aver timore, Natasha Romanoff, - mi dice con voce calma – guarda pure il volto di chi ti ha salvato la vita! – ed io esclamo:
- Elektra…Elektra Natchios! –

Prossimo numero: Rivali ed alleate.

Marco Poggi


 
Posted : 02/11/2006 2:50 pm
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La Vedova Nera, alias Natalia Alianovna Romanova, è per la MARVEL COMICS una spie russa dai capelli lunghi e rossi e dal costume nero. Addestrata dal KGB per divenire la più grande spia al mondo, Natasha tradisce i suoi capi per rifugiarsi in America e diventare un agente indipendente, che saltuariamente lavora per lo "S.H.I.E.L.D." la divisione antiterrorismo della Marvel comandanta dal colonnello Nick Fury, eroe di guerra guercio e fumatore incallito di sigari cubani. La sua transfuga in America l'ha portata a frequentare vari eroi in calzamaglia, come Clint Burton, conosciuto come l'arcere dei Vendicatori Occhio di Falco e il divino Ercole, semidio greco sceso dall'Olimpo come il Thor di Asgard per unirsi ai Vendicatori. Ma questi due sono solo degli "amici" a paragone del defunto marito Alexi Shostakov, il Guardiano Rosso e Matt Murdock, Devil l'uomo senza paura. La mia Vedova Nera è un mix di malinconia, azione e amarcord del personaggio degli anni'70, che parla in prima persona delle sue peripezie. La Marvel non gli ha mai dedicato una serie regolare a fumetti, ma solo miniserie, o storie in coppia con Devil, o l'Uomo Ragno. Io ci ho provato, spero che vi piaccia. Per saperne di più sulla Vedova Nera:

http://www.marveldirectory.com/individuals/b/blackwidowi.htm

Volevano fare un film sulle gesta della "VEDOVA NERA", ma è stato per ora accantonato. Il primo arco di storie è dedicato al triangolo Natasha/Devil/Elektra e alla loro guerra contro la Mano, una terribile setta di ninja, creata nel 1981 da Frank Miller!

Marco Poggi


 
Posted : 02/11/2006 3:05 pm
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RIVALI & ALLETE

Parla Natasha Romanoff in prima persona: Ci sono molti modi per finire una serata romantica, oggigiorno. Ad esempio, trovare dei ninja della "Mano" nel proprio appartamento pronti ad ucciderti, solo perché sei una superspia con costume nero "alla Diana Rigg". Nella mia professione si convive sempre con la morte che ti ronza attorno, anche quando essa ha dei volti mascherati, delle katane e degli shuriken in mano e degli occhi orientali. Credevo che fosse la mia ultima battaglia, temevo di morire per una ragione che non mi era stata spiegata dettagliatamente (anche perché i ninja sono degli assassini silenziosi), quando una scia rossa mi venne in soccorso. Pensai fosse Devil, l'uomo senza paura in rosso, alias l'avvocato non vedente Matthew Maurdock, cioè il mio amante di un tempo, ma mi stupii di trovare una donna che aveva meno di trent'anni che si ergeva di fronte a me, spavalda. Il costume rosso, la bandana in testa, i sai in mano, la mia salvatrice era:
- Elektra...Elektra Natchios! –
- Non ci siamo mai incontrate professionalmente, l'unica volta che l'avevo vista era morta ed ero assieme a Devil, al ninja "Casto" Stone e al maestro di Devil, Stick. Il nostro scopo era impedire che i ninja della "Mano" la facesse risorgere dalla morte come messaggera del male, ma ci riuscimmo a metà. Sconfiggemmo la "Mano", però Elektra fu lo stesso riportata in vita...Da Devil, che le infuse un animo casto e nobile. Quella che oggi mi ha salvato è la stessa donna, ma il suo animo è tutt'altro che casto, anzi, il suo puzzo, il suo stile e i suoi occhi sanno di morte.
- Si, Vedova Nera, sono proprio io! - mi risponde.
E' la figlia di un diplomatico greco, morto assassinato da dei terroristi anni fa, ma ciò che più conta, ciò che mi fa più rabbrividire, è che è anche la prima ragazza di Matt Murdock. Il giovane universitario l'amò profondamente, ma non poté impedire la morte del diplomatico a cui Elektra era legatissima, né il suo successivo addestramento ninja all'interno della setta oscura della "Mano". Si raccontano molte leggende moderne su Elektra Natchios, come il suo tradimento dalla "Mano", il suo primo periodo sanguinoso di mercenaria, la sua morte per mano di Bullseye, il killer infallibile. Roba che puoi trovare spulciando i file computerizzati dello "S.H.I.E.L.D.". Ciò che non si può trovare su internet, me l'ha raccontato Matt, che ne parlava come di una donna dolce, malinconica e sfortunata. Avrei voglia solo di saltarle alla gala: mi sono ricordata della taglia che lo "S.H.I.E.L.D." ha offerto per la sua cattura. Poi mi trattengo e a denti stretti chiedo:
- Che cosa vuoi da me, Elektra ? - e lei, sorridendo come una folle, mi risponde:
- La "Mano" è nuovamente a New York, tu e Matt siete i suoi obiettivi principali. Per loro siete voi due responsabili delle loro innumerevoli perdite. - ed io:
- L'avevo capito, Elektra, ma credevo che fosse storia vecchia e che la "Mano" fosse stata distrutta! - e lei:
- La "Mano" e la "Bestia" sono immortali, puoi uccidere i sicari, ma di folli megalomani, come Satoshi Masamune, ci saranno sempre! - e io:
- Hai detto che io e Matt siamo responsabili delle loro innumerevoli perdite...Assassini che hai compiuto tu in questi ultimi tempi, non è così ? - lei annuisce ed io chiedo - Perché ? –
- Perché tu e Matt mi avete fatto risorgere dalla morte, trasformandomi in "Casta" e poi nuovamente in quella che ero e che sono adesso: una mercenaria. - mi risponde meccanicamente, guardandomi con occhi di sfida.
- Se è così, Elektra, anche Matt è in pericolo. - le dico, allarmata - Perché non sei andata da lui, perché hai salvato me ? - e lei, sorridendo sadicamente:
- Ero curiosa! –
- Curiosa ? - domando io.
- Volevo vedere la Vedova Nera all'opera. - mi risponde - Sei brava, sarebbe una bella sfida fra noi due. –

(FINE SECONDO EPISODIO)


 
Posted : 05/11/2006 11:44 pm
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(SECONDO EPISODIO CONCLUSIONE)

Maledetta, sa bene che forse lei, con i suoi trucchi ninja, potrebbe avere la meglio su di me. Mi rizzo in piedi, incrocio le braccia come una liceale gelosa della propria rivale e le dico:
- Avrei preferito morire, che essere salvata da te. - e lei, voltandomi le spalle:
- Devo andare, Matt è in pericolo, lo sento! - ed io, trattenendola per un braccio:
- Aspetta, tu non vai da nessuna parte, senza di me! - e lei, sorridendo ancora più sadicamente:
- Ma se ti hanno tagliuzzato tutto il costume, Nasha...posso chiamarti così ? –
- NO! - le urlo - Non siamo così intime! - e lei, avvicinandosi al mio orecchio, mi sussurra:
- Potremmo anche diventarlo, se tu lo volessi. A me i rapporti lesbo non mi hanno mai scandalizzato! –
Le do un pugno in faccia, lei cade a terra, si massaggia il labbro sanguinante e si mette a ridere, come una pazza.
- Che hai da ridere ? - le chiedo.
- Rido perché sei gelosa... - mi risponde - Gelosa che io rubi il tuo Matt! - ed io, controbatto:
- Siamo solo amici! –
- Matt ha sempre avuto un debole per le bella ragazze in costume aderenti. - mi dice - Come ci si sente ad essere secondi, Natasha ? - si alza, riprende i suoi sai caduti, si volta e spicca un salto.
- Dove vai ? - le chiedo - Aspettami, vengo con te! - e lei, sopra il tetto di un palazzo mi risponde:
- Prima mettiti un nuovo costume...Non vorrai forse essere arrestata per "Atti osceni in luogo pubblico", vero ? –
Tocca a me ora saltare, aziono il mio rampino, celato nei miei "morsi della vedova", curvo verso destra ed atterro nel balcone del mio attico. Cinque secondi dopo, ho già indossato il costume di ricambio e mi affianco ad Elektra che mi dice:
- Cinque secondi...Sei proprio una vecchietta, Natasha! - e, così dicendo, ci dirigiamo a Hell's Kitchen, il territorio di Devil.

Prossimo numero: Intermezzo con il Diavolo


 
Posted : 05/11/2006 11:46 pm
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Elektra, personaggio creato dal fumettista Frank Miller nel 1981, protagonista anche di un film MARVEL, è la prima ragazza dell'eroe non vedente Devil, cioè Matt Murdock. Prima che Frank Miller mettesse mano nel passato di Matt Murdock, si credeva che il giovane eroe dai capelli rossi, in gioventù, per timore del suo handicap non avesse mai frequentato ragazze. Miller, invece, smentisce tutto questo e ci racconta una storia d'amore tragica fra Matt Murdock e una giovane greca, figlia di un diplomatico, durante i suoi anni universitari. Per saperne di più, consultate questo sito:

http://en.wikipedia.org/wiki/Elektra_Natchios

...e naturalmente leggete la mia storia. Aspetto commenti!

Marco Poggi


 
Posted : 05/11/2006 11:54 pm
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INTERMEZZO CON IL DIAVOLO.

Hell’s Kitchen, New York, nel nascondiglio del biondo Karatex, il cowboy esperto in karate, da un minuto è scoppiato l’inferno. Il vecchio avversario dell’“uomo senza paura”, che un tempo rapì l’allora giovane segretaria Karen Paige durante una rapina in banca stile vecchio west, si trova nuovamente ad affrontare proprio Devil, assieme al fido indiano Taka, armato come sempre del suo tomawack di pietra, e all’ex-wrestler Neckbreaker. I tre criminali avevano sequestrato Peggy Langstrom, ventunenne figlia del ricco Gregory Langstrom, il magnate della carta da parati, gli avevano chiesto un riscatto di un milione di dollari per la ragazza. Però, invece di avere i soldi, si sono ritrovati ad affrontare la furia di Devil, il vigilante cieco vestito di rosso, armato di manganello ed esperto in arti marziali. I loro errori ? Rapire una ragazza proprio nel territorio di caccia del “diavolo rosso” e non sapere che gli avvocati di Greg Langstrom erano quelli della “Nelson & Murdock”. Il resto, è storia già vista altre volte: Langstrom si consulta con i suoi legali, Matt Murdock e Foggy Nelson, per sapere se pagare oppure no, Matt Murdock vestito da Devil interviene, strapazza una decina d’uomini al “Josie’s bar”, riesce ad ottenere dai tumefatti Turk & Grotto le informazioni sul nascondiglio di Karatex e proprio quando l’ultimatum dei rapitori sta scadendo, entra di soppiatto da loro ed inizia a percuoterli per bene, mentre Peggy Langstrom assiste ancora imbavagliata e legata alla sedia alla battaglia.
- Karatex, quando la smetterai di rapire la gente ? – domanda Devil, dandogli un calcio sul mento.
- Devil, maledetto satanasso, ma perché non ti pigli una vacanza ogni tanto ? – domanda, a sua volta, Karatex rispondendo con un colpo di mano al plesso solare del vigilante.
- Lasciami spezzare le sue ossa, Karatex, - urla Neckbreaker, prendendo Devil per il collo e provando a spezzarglielo con il suo avambraccio destro – ho un conto in sospeso con questo diavolo! –
- Taka, taka, taka, taka! – dice l’indiano, colpendo Devil al volto col suo tomawack.
Percosso davanti e semi-bloccato da dietro, Devil sembra soccombere sotto i colpi dei suoi avversari, poi una mossa di judo proietta Neckbreaker contro Karatex e Taka, che cadono per terra entrambi.
- Arrendetevi, non potete farcela contro di me! – esclama Devil, tirando fuori il suo manganello.
Il corpulento Neckbreaker è il primo a non dar ascolto all’avvertimento dell’uomo mascherato, poiché balza addosso all’“uomo senza paura” che lo proietta, con un'altra presa di judo, nella parete dietro a lui. Poi, è la volta del cherokee Taka, inseparabile e semisilenzioso compare d’avventure di Karatex, attaccare il “cornetto” col suo tomawack.
- Taka, taka, taka, taka, tak…AAH! - urla l’indiano, mentre Devil lo separa del suo tomawack, lanciandogli il suo manganello e colpendo il braccio armato.
Poi, presentandosi davanti, il famigerato “uomo senza paura” gli sferra un calcio all’addome, che proietta l’indiano verso la parete opposta a quella di Neckbreaker ed esclama:
- Sei un rompiscatole, “Tonto”, cambia disco, è da anni che mi dai il tormento con il tuo “Taka”! – e Karatex, spaventato, osserva il suo “fratello di sangue”, cadere per terra svenuto e dice:
- Taka, fratellino, che ti ha fatto ? – si china verso Taka svenuto, poi, velocemente, estrae le sue colt dal suo cinturone, rivolgendole contro l’“uomo senza paura” e dicendo – Maledetto “tizzone d’inferno”, ma non potrai evitare un bel po’ di solido piombo! – ed inizia a sparare ripetutamente.
Grazie al suo senso radar, Devil indovina la traiettoria delle pallottole e le devia, una ad una, con i suoi manganelli. Karatex non riesce a credere alle sue pupille ed impreca:
- Brutto “figlio di una puzzola messicana”, hai deviato tutte le mie pallottole con quei tuoi dannati manganelli! – e Devil
- Lo rifai ogni volta che c’incontriamo, Karatex, e, ogni volta, te le devio tutte! – e Karatex:
- Ma ogni volta, io estraggo e sparo più velocemente del precedente scontro, “mefistofelico figlio una diavola”! – e Devil, sorridendo:
- Sarai sempre lento per me, razza di brutta versione di Lone Ranger! – e Karatex, mettendosi in posizione d’attacco, getta il suo cappello per terra e lancia la sua sfida a Devil:
- Sentirai l’odore delle suole dei miei stivali sul tuo viso, satanasso! – esclama Karatex, mentre Devil lo invita con la mano ad attaccare.
- E tu, ti pentirai di aver rovinato uno dei miei miti d'infanzia, Karatex. – afferma il “cornetto” - Fatti sotto! –
Ed inizia una lotta fra esperti di karate. I colpi sono così veloci che Peggy Langstrom li intravede solamente. Karatex è veloce, ma Devil para e contrattacca. Calcio contro calcio, mano contro mano, mossa contro mossa, lo scontro dura più del previsto senza né vinti, né vincitori, quando Neckbreaker rinviene e attacca da dietro Devil, bloccandolo con una delle mosse proibite di wrestling.
- Bravo, Neckbreaker, - dice Karatex, strofinando con la mano il suo labbro sanguinante – mi stava facendo sudare, questo dannato demonio! Spezzagli le vertebre velocemente, con una delle tue mosse!–
- Detto fatto, Karatex! – ed inizia a premere più forte, mentre Devil emette un urlo disumano – E’ inutile che ti divincoli, Devil, - dice rivolgendosi a “cornetto” - ho combattuto contro alligatori, orsi, tigri e uomini e sono tutti morti…Pensi che mi spaventi affrontare un diavolo ? –

(FINE TERZO EPISODIO PRIMA PARTE)


 
Posted : 06/11/2006 1:50 pm
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(TERZO EPISODIO - SECONDA PARTE)

Ma il nerboruto Neckbreaker, vestito solo di pantaloncini e scarpe da ginnastica, tipici dei wrestler, non conta sul fatto che sta sudando più del dovuto e che il suo corpo è divenuto scivoloso. Cosa che non sfugge al tatto di Devil che sguscia via dalla sua stretta, girandosi verso di lui.
- Energumeno senza cervello! – esclama – Mi hai fatto male, sai ? – lo colpisce con un diretto – Torna a nanna, uomo di Neanderthal e la prossima volta…- gli da un calcio che lo sbatte nuovamente al muro e poi conclude – la prossima volta abbi la compiacenza di rimanere svenuto, quando ti metto K.O.! –
Devil si volta e sente il rumore di una sicura che scatta e un urlo femminile. Karatex ha ricaricato le sue armi, ha preso Peggy Langstrom fra le sue mani, le ha puntato addosso una delle sue colt e nuovamente sfida Devil, sicuro di vincere. L’ “uomo senza paura”, compreso quello che è successo, avverte il suo avversario dicendo:
- Lasciala andare, Karatex, non fare sciocchezze! – e Karatex, premendo la canna contro il viso di Peggy, ribatte:
- No, stavolta non mi manderai in prigione, “sceriffo”! Stavolta spappolo il cervello a questa gallinella, se non ti sposti e non mi lasci andar fuori da questa tana di puzzole! – e Devil:
- E con che cosa scappi, Karatex ? Il tuo cavallo Bronto è morto da un pezzo di polmonite! – e Karatex:
- Ho una spider da 24 cavalli parcheggiata fuori, se mi lasci andare libererò Peggy Langstrom quando sarò arrivato al confine…Getta quei manganelli, satanasso, - ripete - se non vuoi che la ragazzina si faccia male! –
Devil non li getta, li lancia in aria e, prima che Karatex prema il grilletto e uccida Peggy, uno dei due manganelli rimbalza su di uno spigolo di una parete e colpisce il cowboy in testa, mettendolo fuori combattimento. La ragazza sta per cadere assieme al suo rapitore, ma Devil la prende in tempo, dicendo:
- Calma, ragazza, ci sono io! – la libera dal bavaglio e dalla corda e le chiede – Come sta ? –
- Be…be…bene! – balbetta Peggy, piangendo – Que…quel maledetto cowboy…Temevo mi volesse uccidere! – e Devil, sorridendo, le risponde:
- Chi ? Karatex ? Si è un osso duro da mordere, ma lo sa che non può competere con l’“uomo senza paura”, anche se ci ha provato più volte col suo dannato indiano! – un rumore dietro a lui, Taka rinviene e prova a rialzarsi, ma è nuovamente atterrato da un calcio all’indietro di “cornetto” – Visto ? Questi due ci provano sempre, ma io sono più veloce di loro! – poi, cambia tono e le dice – Miss Langstrom questo, però, non è posto per una bella ragazza come lei, vada fuori, trovi un telefono e dica a suo padre di venirla a prendere con un’auto-pattuglia della polizia… – Devil lega il trio con una robusta corda e conclude – il suo incubo è finito! –
- Grazie, Devil, – lo ringrazia la ragazza, baciandolo in viso – sei stato fenomenale! – e Devil stupito risponde:
- Anche…anche il tuo bacio, Peggy! –

(FINE TERZO EPISODIO SECONDA PARTE)


 
Posted : 06/11/2006 1:54 pm
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(TERZO EPISODIO CONCLUSIONE)

Così, nuovamente, l’“uomo senza paura”, dopo aver affrontato Karatex, Taka e Neckbreaker, si trova ad affrontare un nuovo pericolo mortale. E’ stanco, spossato, vuole andare a casa, farsi una doccia e coricarsi presto, perché l’indomani mattina ha una causa in tribunale. Ma non può distrarsi quando affronta i ninja della “Mano”, che appaiono e scompaiono in una nuvola di zolfo. Devil si ricorda degli insegnamenti del suo maestro Stick e combatte i suoi avversari con ogni suo grammo di forza. I ninja lo feriscono, cadono e muoiono silenziosamente, mentre Devil si chiede il perché di quest’attacco. Si fa largo fra i suoi avversari, brandendo i suoi manganelli, per poi imbattersi in un ninja che ha un costume dorato. Il suo odore è diverso dai sicari neri che lo circondano, poi un rumore familiare di katana appena sguainata lo spaventa. Devil ora sa chi è il suo vero avversario.
- Ah, il cieco amante della nostra traditrice greca! – esclama il ninja dorato – Quello addestrato da Stick per batterci, quello che ha fatto risorgere Elektra dalla morte, quello che ci ha impedito di corromperla e farla nuovamente nostra! – e Devil, continuando a lottare con i sicari del ninja dorato, gli risponde:
- Sono onorato di essere conosciuto anche in oriente, assassino! Se il tuo compito è uccidermi, sappi che non ti sarà facile! – e il ninja dorato a Devil:
- Mi chiamo Satoshi Masamune, Matt Murdock detto Devil, sappi che oggi tu e la maledetta Natasha Romanoff, detta la Vedova Nera, siete stati marchiati nuovamente a morte dalla “Mano”! – e, impaurito, Devil domanda:
- Natasha ? Che cosa volete farle ? Dov’è ? – e Satoshi risponde:
- A quest’ora sarà già morta, “uomo senza paura”. Ho mandato i miei uomini ad ucciderla. Quanto a me, non m’interessava occuparmi di una femmina, anche se molto abile, volevo affrontare personalmente l’amante della rinnegata Elektra ed ora l’ho davanti! - si mette in posizione poi ordina al supereroe in rosso – In guardia, cieco: fammi vedere se sei davvero in gamba come dicono! –
- Maledetto assassino, ora imparerai a tue spese chi è un “uomo senza paura”! – esclama l’eroe, accettando la sfida di Satoshi Masamune.

Prossimo numero: Che è successo al povero Matt ?

Marco Poggi


 
Posted : 06/11/2006 1:55 pm
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Per introdurre Devil nella storia, ho usato la terza persona, lasciando per un numero la Vedova Nera ed Elektra. Il Devil che tratto è un misto fra il supereroe degli inizi, quello che affrontava pagliacciosi criminali in costume ideati da Stan Lee, e quello di Stan Lee. I nemici che affronta, Karatex, un cowboy esperto d'arti marziali, Taka, un indiano che si esprime solo con monosillabi, e Neckbreaker/Spezzacolli, un wrestler che si è dato al crimine, sono personaggi della mia fantasia, perché non mi andava di usare i pagliacci di Stan Lee degli anni'60, visto che erano ridicoli.
L'episodio con Devil è finora il più lungo, mi spiace, ma spero che lo apprezzerete, come gli altri due capitoli. Aspetto commenti!

Marco Poggi


 
Posted : 06/11/2006 2:00 pm
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CHE E’ SUCCESSO AL POVERO MATT ?

Parla la Vedova Nera in prima persona: Sfumata la prospettiva di una serata romantica, io mi ritrovo a “danzare” sui tetti, indossando il mio costume nero e con i capelli al vento, seguendo la mia scomoda alleata, la ninja Elektra Natchios, una mercenaria prezzolata che ha in comune con me una cosa che non vorrei che avesse: l’amore per Matt Murdock, il vigilante mascherato conosciuto come Devil, l’“uomo senza paura”. Alcuni anni fa, io e Matt l’abbiamo fatta risorgere dalla morte, stasera questa donna ha ricambiato il favore, salvandomi dall’attacco repentino dei ninja della “Mano”. E’ stata la prima ragazza di Matt ai tempi dell’università, è stata la prima donna a spezzargli il cuore, ora capisco perché l’avocato cieco di Hell’s Kitchen che preferisco ne parlasse così bene. E’ stupenda, bellissima, una dea greca i cui riflessi sono veloci e superbi. Ci stiamo dirigendo a Hell’s Kitchen, da Matt, perché è in pericolo di vita, la “Mano” vuole morto anche lui. Naturalmente, il nostro cammino non è facile, è intralciato dai sicari della “Mano” che ci bloccano la strada, ma non costituiscono un problema per me ed Elektra, sappiamo come difenderci ed attaccare. Siamo professioniste, ci guardiamo le spalle a vicenda ed ognuna di noi rivela le proprie tecniche all’altra. Eseguiamo fra i tetti un ballo mortale, silenzioso, dove la posta in palio non è l’applauso del pubblico di un teatro, ma la sopravvivenza. Io di teatro ne so qualcosa, ero prima ballerina al “Bolshoi” di Mosca, quando io e la mia compagnia eseguimmo “Il lago dei Cigni” davanti a molti membri del Presidio, tanto tempo fa, quando ero corrotta, addestrata e ricattata dal KGB. Anche lei, Elektra, deve aver fatto molto teatro, i suoi movimenti sono eccelsi, le sue mosse sembrano scaturite da una coreografia proposta altrove più volte. I suoi Sai brillano nella notte, mentre penetrano nel corpo degli avversari, i suoi salti sono simili a quelli di un felino, ma anch’io so essere letale. Il mio Kung fu non è affatto arrugginito, il mio “Morso della Vedova” non è inceppato e i miei trascorsi da ballerina mi aiutano ad abbattere chi mi si para davanti. Ci accorgiamo subito che questi ninja hanno solo l’incarico di ritardare il nostro arrivo a Hell’s Kitchen, e la mia mente si pone delle domande, che forse anche la ninja si starà chiedendo: che costa sta succedendo al povero Matt in questo momento ? Sarà stato attaccato dai ninja a casa ? Oppure nel bel mezzo di una sua perlustrazione notturna, nei panni di Devil ? Perché, poi, dovrei aver timore di una sconfitta di Devil ? E’ un supereroe, un allievo del grande Stick dei “Casti”, sa trattare certa teppaglia. Eppure, perché ho paura di trovarlo trafitto a morte a terra, col costume a brandelli, davanti ad uomini in nero che ridono della sua abilità? Forse perché lo possono aggredire in un momento di stanchezza? Forse perché per esseri come i ninja della “Mano” un guerriero non vedente è come un qualsiasi altro essere inferiore? Matt, amore mio, resisti, sto arrivando! Intanto, mentre ci facciamo strada a suon di colpi mortali, asciugo le lacrime che scendono dal mio volto e, con tutta la forza che ho in corpo, emetto il mio più acuto:
- KYAIII!!! –

INTERMEZZO CON IL DIAVOLO

Su un tetto di un palazzo a Hell’s Kitchen, mentre Natasha Romanoff ed Elektra Natchios stanno correndo in soccorso del vigilante in rosso, Devil, circondato da sicari in nero, combatte una lotta senza quartiere contro Satoshi Masamune, il ninja dorato della “Mano”.
- Sei in gamba, cieco, – afferma Satoshi Masamune, tenendo alta la guardia con la sua katana e respirando affannosamente – ma non puoi nulla contro di me. –
- Ho affrontato avversari peggiori di te! – ribatte Devil – Saprò piegarti! – e il vigilante attacca.
- Sei prevedibile! – urla Satoshi, evitando il suo attacco, colpendolo sul dorso con la sua katana e strappandogli parte del costume - Per me, voi, guerrieri ciechi, con i vostri stupidi quattro sensi umani rimasti, siete un libro aperto! –
- Arrrgh! – esclama Devil dolorante, cadendo a terra, toccandosi la ferita con la mano destra e rimettendosi in piedi – Io devo quel che sono ad un gran maestro, Masamune, un uomo che è nato cieco, che ha sempre vissuto nelle tenebre, un uomo che è mille volte meglio di te e dei tuoi scagnozzi! – ed attacca con tutte le sue forze una seconda volta.
- Ancora una volta mi sfidi, cieco, - afferma Satoshi, bloccando il suo attacco e contrattaccando con forza, colpendo il petto di Devil con acuto colpo di spada – ma ti ho studiato, - lo colpisce alla spalla – conosco le tue tecniche ridicole, – gli da un calcio all’addome – guarda come mi beffo del tuo senso radar! – e, con un secondo colpo di spada, gli strappa di netto la maschera rossa, che cade a terra, rivelando un uomo dai capelli rossi di trentacinque anni, sudato e sanguinante, a terra, ma non battuto.
- Masamune, - esclama Matt Murdock, respirando affannosamente – forse…forse questa è la mia ultima battaglia, ma sappi…sappi che non sei invincibile! – e gli salta addosso come un gatto balza addosso al topo.

(FINE QUARTO EPISODIO)


 
Posted : 09/11/2006 2:17 pm
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(QUARTO EPISODIO CONCLUSIONE)

- Anche tu, cieco, non sei invincibile! – esclama Satoshi, eseguendo una contromossa di judo, che ribalta la situazione – Ora ti sono sopra e la spada dei miei avi è pronta a bere definitivamente il tuo sangue! – la katana si abbassa velocemente verso Matt, ma il giovane col suo senso radar la capta e con ambo le mani la blocca davanti al proprio naso e Satoshi – Che cosa credi di aver risolto, cieco ? –
- Questo! – esclama Matt sorridendo, allontanando Satoshi di qualche metro con un calcio.
- Sei un avversario interessante, - afferma Satoshi, balzando in piedi – anche con la maschera strappata non arretri di un millimetro. Ma il tuo codice che rifiuta di uccidere gli avversari che ti si parano davanti, non è il mio, cieco! – e Devil, lanciando i suoi manganelli, gli ribatte:
- Non chiamarmi più cieco! – e Satoshi, parando i manganelli con la sua katana, gli risponde:
- D’accordo, “Devil”, allora ti chiamerò perdente! –
Gli salta addosso ed è subito un massacro. Il grande “uomo senza paura” si difende come sa fare, ricordandosi della lezione che gli diede suo padre Jack Murdock, quella di non arrendersi mai, ma è tutto inutile. Satoshi Masamune sa anticipare qualunque mossa del non vedente e colpisce una due, tre, quattro, cinque volte Matt con la sua spada, costringendo il suo avversario a terra, sanguinante, col suo costume a brandelli, ma ancora pronto a rialzarsi, nonostante che dalla sua bocca stia uscendo molto sangue. Satoshi Masamune è stupito di questa sua tenacia, ma con il piede sinistro gli schiaccia la testa ed esclama:
- Stai calmo, serpente! – preme ancora più forte Satoshi, facendo urlare Matt – Ora che ti ho domato ti mozzerò la testa! – e l’avvocato, bevendo quasi il suo sangue a terra, gli rinfaccia:
- Avanti, Masamune…mozzarmi la testa…è l’unico modo che hai…per…per uccidermi, perché…perché non temo la morte! –
Satoshi Masamune alza la sua spada trionfante, pronta a farla cadere sulla testa dell’“uomo senza paura”, ma proprio quando la katana è a metà strada, l’urlo mortale d’alcuni suoi seguaci in nero lo blocca, facendogli alzare la testa verso l’alto.

Prossimo numero: Quando la Vedova propone…

Marco Poggi


 
Posted : 09/11/2006 2:19 pm
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"COS'E' SUCCESSO AL POVERO MATT" è un episodio che ho scritto come se fosse una puntata di "KEN IL GUERRIERO", dove un eroe combatte una battaglia contro un nemico più forte di lui, mentre i suoi soccorritori sono tenuti lontani dal luogo dello scontro principale, da soldati che sacrificano la loro vita per il successo della missione. Devil grazie a Frank Miller ha riveduto le sue origini fumettistiche, che lo vedono addestrato da un ninja: Stick. Per saperne di più su Devil e Stick:

http://it.wikipedia.org/wiki/Daredevil
http://en.wikipedia.org/wiki/Stick_(comics)

Allora, scrivete qualche cosa, questa serie vi piace, oppure no ?

Marco Poggi


 
Posted : 09/11/2006 2:29 pm
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QUANDO LA VEDOVA PROPONE…

Parla la Vedova Nera in prima persona: Arrivate nei pressi di Hell’s Kitchen, Elektra ed io affrontiamo schiere sempre più folte di ninja neri della “Mano”. Sono come agnelli mandati al macello, avversari inferiori alle nostre forze, servono solo a ritardare il nostro arrivo al vero campo di battaglia. E il mio pensiero corre verso Matt Murdock, Devil l’“uomo senza paura”, il bersaglio della “Mano”, il mai dimenticato amante di un passato speso troppo in fretta, l’eroe vestito di rosso, l’avvocato non vedente più generoso e buono che conosca. La donna che sta accanto a me fu il suo primo amore, mi domando cosa stia pensando in questo momento. Forse anche lei al passato ? Intanto, combattiamo e il sangue dei nostri nemici si confonde con asfissianti nuvole di zolfo.
- Sbrigati, “vecchietta”, non vorrai arrivare seconda un’altra volta! – mi dice Elektra, con tono sarcastico, mentre uno dei suoi sai si conficca nel cervello di un ninja.
Io digrigno i denti, per contenere la rabbia, che esplode in un doppio calcio volante che colpisce due ninja che mi si parano davanti.
- Chi ti ha detto che io e Matt eravamo in pericolo, Elektra ? – le domando, allungando il mio braccio destro e lanciando un “morso della vedova”, che colpisce tre avversari.
- Informatori, ma anche altri ninja della “Mano” che ho ucciso di recente! – mi risponde, spaccando in due un avversario con la sua lama, che si dissolve nell’aria.
- Comunque tu le abbia avute, siamo quasi arrivate a destinazione, Elektra! – gli ribatto, disgustata per come uccide i suoi avversari – Lo sento: gli attacchi si sono fatti più intensi da un paio di minuti. –
- Brava, “vecchietta”, saresti un’splendida allieva ninja, se stessi un po’di tempo assieme a me! – mi risponde Elektra, andando avanti.
- Come fai a ridere in questo momento, Elektra ? – le chiedo – Il sangue ti eccita, oppure è qualche altra cosa ? –
- Sono già stata uccisa una volta, Natasha, - mi risponde ancora, riferendosi al suo confronto con Bullseye, il peggior nemico affrontato da lei e Devil - la morte non mi fa paura e io posso ridere di lei. Ma Matt…lui non l’ha mai sperimentata e non voglio che lo faccia questa sera! –
Combattiamo e parliamo come se fossimo delle vecchie amiche che prendono il tea, per vicoli e tetti di Hell’s Kitchen. Corriamo e danziamo nella notte come vere ballerine, fino a quando ciò che temevamo si manifesta sotto i nostri occhi. Su di un tetto di un palazzo, circondato da numerosi sicari, troviamo un uomo vestito di rosso a terra, che sta per essere decapitato da un ninja dorato. La maschera a terra poco distante, il costume stracciato da colpi di katana, il sangue che vomita dalla bocca e i capelli rosso rame…Oh, mio Dio! E’ Matt! Quel ninja dorato ha battuto Devil, lo ha smascherato e ora sta preparandosi a giustiziarlo. Ma prima che possa dire o fare qualcosa, Elektra mi anticipa e lancia la sua sfida al nemico.
- Satoshi Masamune! – esclama, con tono rabbioso – Se osi staccare la testa a quell’uomo, dopo un secondo, io staccherò la tua! –
Il ninja dorato alza la sua testa verso di noi e risponde alla mercenaria così:
-Elektra e la Vedova Nera assieme! Allora è vero che anche questo demone ha degli angeli custodi! Ma sapranno questi angeli proteggere loro stessi dalla furia della mia katana ? –
- Lo vedremo fra pochi istanti, Masamune! – ribatte Elektra, mettendosi in posizione e facendo volteggiare i suoi Sai, come una majorette provetta con i suoi pon-pon.
- Elektra, Natasha, che fate qua ? – domanda Matt, riconoscendoci sicuramente dal nostro odore – Scappate, o vi uccideranno! –
- Se scappassimo, tu moriresti e noi faremmo la figura delle codarde! – gli dice Elektra, con tono severo.
Si preannuncia, così, l’ennesima battaglia tra il bene e il male, dove sicuramente sarà Elektra a fare la parte della leonessa. Sappiamo bene che potremmo vincere, ma anche morire, è un copione che entrambe abbiamo recitato molte volte, ma io non desidero fare la comparsa di lusso e dico anch’io la mia:
- Aspettate! Masamune, Elektra, prima di combattere ascoltate ciò che anch’io ho da dire! –
- Che cosa c’è da dire a quell’essere, Vedova ? – mi chiede Elektra, voltandosi verso di me – E’ solo un verme, deve solo essere trattato come tale! –
- Già, cos’hai da dire, femmina dai capelli rossi ? La tua sorte è già segnata, come quella d’Elektra e di Devil, lo sai ? – mi domanda Masamune, sorridendo dietro alla sua maschera che gli copre metà del viso.

(FINE QUINTO EPISODIO)


 
Posted : 13/11/2006 3:02 pm
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(QUINTO EPISODIO CONCLUSIONE)

- Io ed Elektra potremmo spazzarvi via come neve al vento ma cosa risolveremmo ? – inizio a dire, con tono serioso - Salveremmo Devil, certo, ma le nostre vite saranno sempre in pericolo a causa di altri sicari della “Mano”…Beh, io sono stufa di avere un bersaglio mobile in testa! –
- Che cosa intendi dire, Vedova Nera ? – mi chiede Masamune, consultandosi con gli altri suoi sgherri in nero, stupiti come lui.
- Giapponesi…- inizio a dire, sarcastica – Come vi conosco bene! Onore, cerimonie sacre, idoli dai nomi bizzarri e dalle fattezze grottesche…Ma se queste cose vengono infrante, voi seguite una strada soltanto: la vendetta! –
- Che stai dicendo, Natasha, vuoi forse provocarli ? – mi domanda Elektra.
- Silenzio! – le dico io – Masamune, oltre al mio sangue e a quello di Matt, qual è la cosa che desideri di più in questo momento ? –
- La morte di quella rinnegata! – mi risponde, indicando con la spada Elektra.
- Facciamo un patto, allora, - riprendo io – la mia anima sarà tua se risparmi la vita a Matt! –
- Non scendere a patti con lui, - interviene Matt, alzando la testa - preferisco…preferisco morire che sentire queste cose! –
- Stai zitto, verme! – ribatte Masamune, premendo il piede sinistro sulla testa di Matt – Non basta Vedova Nera, se vuoi salvare la vita di questa nullità in rosso e la tua, dovrai offrire più della tua anima e della tua fedeltà alla “Mano”! –
- Allora, io propongo una sfida per far terminare questa guerra, per sempre! – gli dico.
- Vuoi sfidare me, Vedova Nera ? – mi domanda Masamune, avvicinando la lama della sua spada alla testa di Matt – Ma non hai visto come ho ridotto quest'uomo, il grande Devil, il guerriero senza paura ? –
- No, ninja dorato, sei tu a non aver capito. – gli rispondo, abbassando gli occhi e sorridendo – Io voglio sfidare a duello Elektra! –
- Sei impazzita ? – dice Matt.
- Cosa ? – si domanda Masamune.
- Non dire sciocchezze, Natasha Romanoff, - si volta nuovamente, Elektra, verso di me – sai che potresti morire, se mi sfidassi! –
- Tu non sei migliore di quegli assassini, Elektra. – le dico io – Tu sei una mercenaria, uccidi per soldi e per piacere, ma io sono una spia e uccido per difendermi. – poi la fisso attentamente e continuo - Guardami negli occhi, “ragazza”, sono gli occhi di una donna che farebbe di tutto pur salvare il proprio uomo! –
- E’ vero. – mi risponde Elektra, abbassando gli occhi e sorridendo – Ma quello che domandi a Satoshi Masamune non ti sarà mai dato. Un tempo, per entrare nelle schiere della “Mano” e carpire i loro segreti, mi misero dentro ad un pozzo e mi fecero combattere con un avversario mascherato e drogato…Lo sconfissi e quando gli strappai la maschera, scoprii che era il sensei che mi aveva avviata alle arti marziali fin da bambina! –
- Facciamo così, Elektra, se vinco io, avranno la mia anima e libereranno Matt, se vinci tu, sarai libera di fare ciò che vuoi di loro! – le ribatto.
- E’ sia! - mi dice, approvando con la testa – Ma che la sfida non si svolga in strada, la Vedova Nera si merita più di una rissa da strada. Che lo scontro si svolga nel loro nascondiglio! – ordina a Masamune.
- Divertente…due femmine occidentali che si battono per la vita del loro uomo! – afferma Satoshi Masamune – Non sei contento, cieco, vivrai ancora un po’, giusto il tempo di assistere ad un duello eccezionale! –
- Elektra, Natasha, non fatelo, siete pazze! – urla Matt, allarmato.
- Zitto, demone! – esclama Masamune – Va bene, approvo, signore! Ma che sia un duello all’ultimo sangue con la katana in pugno. Vedova Nera, tu sai usare una spada giapponese ? – mi domanda, sarcastico.
- Certo, Masamune, come so usare la pistola e il coltello! – gli rispondo.
- Allora, venite con me! Fra un’ora vi batterete nel nostro sancta sanctorum! – e scompariamo tutti, in una nuvola di fumo.

Prossimo Numero: The best!

Marco Poggi


 
Posted : 13/11/2006 3:05 pm
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