LUPIN : Jigen, senti questa
JIGEN : Ti ascolto
LUPIN : Un certo professor ***, dell’Università di Mosca, ha
dichiarato di essere riuscito a realizzare il sogno della sua vita: ha
costruito la prima macchina al mondo capace di viaggiare nel tempo. E
siccome
è troppo vecchio sta cercando dei volontari per provarne le
reali
capacità. Chi può essere così fuori di testa da
concedersi
a questa pazzia ? Ah, siamo appena nel 1997, è troppo presto per
certe cose, qualche poveretto ci rimetterà la pelle. Il giornale
dice che questo trabiccolo funziona un po’ come un teletrasporto,
scompone
il corpo nelle singole particelle, le manda avanti o indietro nella
quarta
dimensione e poi le rimette insieme: hai idea di cosa possa succedere
se
una sola particella finisce al posto di un’altra ? Ma d’altronde la
follia
è sempre stata una caratteristica del genere umano. Ah, ah,
ah...
JIGEN : Cosa hai da ridere ?
LUPIN : Pensavo a Mamou Kyosuke e a come quella volta gli abbiamo
ridotto
la sua macchina del tempo. Veniva dall’anno 2xxx, ricordi ? Non ti
viene
da ridere ?
JIGEN : Si, adesso ricordo...
Si sentono alcune sirene in lontananza. Poi da un raccordo laterale spuntano sulla strada una decina di auto della polizia giapponese. Su quella di testa c’è Zenigata che urla agitando un paio di manette.
ZENIGATA : Lupin ! Lupin ! Stavolta non riuscirai a scapparmi ! Ti
dichiaro
in arresto !
LUPIN : Ancora quel rompiscatole di Zenigata, ma è una
persecuzione
!
JIGEN : Il tuo amichetto sa sempre dove ci troviamo.
LUPIN : Già. Non capisco... ehi, ma che diavolo ha in mano quel
pazzo ? Sembra un bazooka !
Zenigata ha tirato fuori dal finestrino uno strano apparecchio e si prepara a sparare.
LUPIN : Ci ridurrà in briciole, fa qualcosa Jigen !
JIGEN : Cosa vuoi che faccia ? Siamo già al massimo !
LUPIN : Allora ci penso io.
Lupin si sporge dal tettino della Fiat 500 e punta la sua Walter P38 contro l’auto di Zenigata che in quel preciso istante comincia a sparare. Dall’apparecchio vengono fuori dei polipi che sfrecciano accanto alla Fiat 500. Un polipo colpisce in pieno viso Lupin che rientra nell’auto e cerca di staccarselo di dosso.
LUPIN : Uiuiuiuiuiui...
Lupin getta il polipo dal finestrino e comincia a grattarsi. Zenigata comincia a ridere.
ZENIGATA : Questa volta non hai scampo, Lupin ! Ti conviene arrenditi ! Ah, ah, ah...
Zenigata spara al vetro posteriore della Fiat 500 e lo rompe. Poi ricomincia a sparare con quello strano cannone e il sedile posteriore dell’auto di Lupin comincia a riempirsi di polipi. Zenigata scoppia in una fragorosa risata e Lupin si gratta sempre di più:
LUPIN : Uiuiuiuiuiui...
JIGEN : Lupin, reggiti. Laggiù c’è un ingorgo.
Con un colpo di sterzo Jigen manda la Fiat 500 su due ruote e si infila tra le due corsie di auto in coda. Le auto della polizia sopraggiungono a tutta velocità e si schiantano tra di loro nel tentativo di imitare Jigen. Usciti dall’ingorgo Jigen riporta la Fiat 500 con le quattro ruote a terra e rallenta. Sia lui che Lupin si voltano indietro e guardano ridendo l’ispettore Zenigata che agita le mani e impreca contro di loro.
LUPIN : Mmm... e accelera, Jigen, sai che non voglio fare tardi ad
un
appuntamento con Fujiko.
JIGEN : Già, Fujiko...
LUPIN : Dove sei, cherì, Fujiko ? Dai, Jigen, muoviti
Lupin strattona Jigen fino all’ascensore e insieme salgono al settimo piano. Non appena l’ascensore si ferma Lupin corre alla porta della stanza numero 712 ed entra sfondandola con una spalla. Vede Fujiko, seduta su un divano: getta il giornale davanti al caminetto spento, insieme ad altri, e gli si tuffa tra le braccia.
LUPIN : Fujiko, amore, non sentivi la mia mancanza ? E’, è ? Su dammi un bacetto, dai...
Fujiko lo allontana con uno schiaffo.
FUJIKO : Dov’è la bottiglia di Mussolini ? Avevi promesso di
regalarmela per il nostro matrimonio !
LUPIN : Non preoccuparti, cherì, ho già in mente un
piano...
Jigen si avvicina e domanda incuriosito:
JIGEN : Di quale bottiglia state parlando Lupin ?
LUPIN : Nel 1936 l’Italia fascista conquista l’Etiopia. Per festeggiare
la proclamazione dell’Impero, che avviene il 9 maggio dello stesso
anno,
Benito Mussolini commissionò ad una equipe di esperti
viticoltori
la produzione di un vino di eccezionale qualità. Dopo un’acurata
selezione di uve e tre anni di invecchiamento, furono messe in
commercio
10.000 bottiglie di quel vino e altrettante rimasero nelle cantine
private
del Duce. Durante la seconda guerra mondiale andarono distrutte quasi
tutte
e delle poche che riuscirono a salvarsi una sola è giunta fino
ai
nostri giorni, la favolosa numero 8304. La prossima settimana
sarà
in mostra proprio quì a Tokyo ed io ho intenzione di rubarla e
regalarla
a Fujiko per il nostro matrimonio. Accendi la tv, Fujiko cara...
Fujiko accende la tv. Sul monitor appare la faccia indiavolata di Zenigata che urla sputando davanti a cinque o sei microfoni dei giornalisti.
ZENIGATA : Quel mascalzone di Lupin mi ha mandato questa provocazione !
L’ispettore mostra alla folla di giornalisti un biglietto firmato Lupin III.
GIORNALISTI : Legga Ispettore, legga...
ZENIGATA : Per l’ispettore Zenigata e il dipartimento di polizia di
Tokyo. Ruberò il Sangiovese di Mussolini per regalarlo alla mia
dolce fidanzata Fujiko Mine. Stiamo per sposarci e quella bottiglia
sarà
il mio regalo di matrimonio. Il furto avverrà domani alle otto
di
sera. Firmato, Lupin III... ma questa sarà l’ultima impresa di
quel
farabutto, perchè io lo arresterò !
GIORNALISTI : Ispettore Zenigata, come pensa di acciuffare Lupin III
che le è già sfuggito innumerevoli volte ?
ZENIGATA : Beh, non questa volta, questa volta non succederà
perché...
Lupin spegne la tv e invita Jigen a seguirlo.
LUPIN : Adesso andiamo Jigen, dobbiamo metterci al lavoro.
Lupin si avvia alla porta. Jigen lo segue ma mette in guardia Lupin:
JIGEN : Lupin, quella donna ci metterà ancora una volta nei
guai
FUJIKO : Non è vero, Jigen, io amo Lupin e ho intenzione di
sposarlo. Vero, Lupin ?
LUPIN : Ha ragione, Jigen, Fujiko è molto cambiata ultimamente.
Mi ha detto che è sinceramente innamorata di me e mi
sposerà.
E tu Goemon, non vieni con noi ?
Goemon, che per tutto il tempo aveva voltato loro le spalle ed era rimasto in piedi ad osservare il panorama dalla vetrata della stanza, si volta, fa alcuni passi ed esclama:
GOEMON : Ti aiuterò, Lupin. Ma anch’io non mi fido di questa donna
Detto questo estrae la spada ed esegue uno dei suoi tagli perfetti sul vestito di Fujiko: la ragazza resta immobile in piedi nuda, sbigottita. Lupin scoppia a ridere e Fujiko coprendosi le parti intime con le mani fa il muso lungo:
FUJIKO : Sparite ! Fuori di quì ! E tu Lupin non tornare a
mani
vuote o non ti rivolgerò mai più la parola !
LUPIN : Non ci sono molte guardie ed il sistema di allarme, di cui mi sono procurato una copia, appare facilmente superabile. La bottiglia si trova al terzo piano, esattamente al centro dell’edificio. E’ protetto da un fascio di raggi infrarossi che si attivano poco dopo le 18.30, orario di chiusura del museo, e si disattivano pochi minuti prima dell’apertura della mattina. La bottiglia si trova al centro della sala principale, all’interno di una campana di vetro antiproiettili. Le due porte che danno accesso alla sala, infine, sono percorse da corrente elettrica ad alto voltaggio: sarà sufficiente far mancare per alcuni secondi l’elettricità a tutto il quartiere, ci penserà Goemon... Non mi sembra ci siano misure di sicurezza particolarmente preoccupanti. Che te ne pare, Jigen ?
Lupin passa il binocolo a Jigen.
JIGEN : Sì, effettivamente... Ma non dimentichiamo che il
vecchio
Zenigata architetterà sicuramente qualcosa per fermarci. Sa che
abbiamo messo gli occhi su quella bottiglia e per prima cosa non
mancherà
di intensificare il numero delle guardie. Da domattina tutto il
quartiere
brulicherà di poliziotti.
LUPIN : Bah, io non mi preoccuperei più di tanto, papà
Zenigata con noi ha sempre fallito.
JIGEN : Se lo dici tu... Hai già un piano ?
LUPIN : No, ma che importa ? Studierò qualcosa più tardi.
La notte porta consiglio...
LUPIN : Sono le sei. Sincronizziamo gli orologi e andiamo.
Ore 18.55 : le guardie fanno l’ultimo giro di controllo nelle stanze del M. Tokyo Museum. Il museo è circondato da poliziotti armati fino ai denti. Lupin si trova sul tetto del palazzo di fronte con Jigen. Ha con sè un’enorme sacca nera. Lancia un arpione sul tetto del museo, tende la fune e ne lega una cima al parapetto del palazzo. Attraverso quella fune i due raggiungono il terrazzo del museo e penetrano al suo interno. Nel frattempo Goemon, accompagnato in auto da Fujiko, si reca alla centrale elettrica che serve il quartiere del museo e con un colpo della sua spada invincibile manda in tilt il contatore principale. Lentamente tutte le luci del quartiere si spengono. Arrivati davanti alla porta della sala centrale Lupin e Jigen controllano i loro orologi :
LUPIN : Perfetto, sono le 19.18. Da tre minuti esatti il quartiere
è
senza elettricità. Forza
Jigen !
JIGEN : OK.
Jigen spara due colpi di pistola con il silenziatore inserito contro la serratura, che cede. Poi appoggia lentamente la mano destra sulla maniglia e la gira. La porta si apre mostrando all’interno un complicato intreccio di raggi infrarossi.
LUPIN : “Fiuuuuuuu”, fischietta Lupin.
JIGEN : Ti sembra tutto ok ?
LUPIN : E dai Jigen, non fare storie. Finora è andato tutto
liscio...
Lupin estrae dalla borsa alcuni tubi scuri di varia lunghezza e spessore e comincia ad unirli tra di loro. Sia lui che Jigen si calano sugli occhi delle maschere che permettono di vedere al buio ed avanzano nella stanza stando attenti a non interrompere con il loro corpo i raggi luminosi. Arrivati alla campana di vetro posta al centro della stanza si fermano.
LUPIN : Passami la ventosa, Jigen.
JIGEN : Tieni
Lupin applica al vetro una ventosa dotata di un braccetto meccanico. Vi inserisce una punta di diamante e lo ruota di 360°. Poi passa la ventosa a Jigen.
LUPIN : Ci siamo Jigen, allungami il
JIGEN : Fa attenzione Lupin, è molto delicata.
Lupin solleva con molta delicatezza la bottiglia dal suo alloggio. In quel preciso istante, un contatto posto sotto la bottiglia fa scattare un allarme. Gli infrarossi si spengono e al loro posto si accende la luce.
LUPIN : Ma-ma-ma... cosa sta succedendo ?
JIGEN : Ci hanno scoperti, ecco cosa succede. Dobbiamo squagliarci
!
LUPIN : Via...
Dal soffitto cadono decine e decine di polipi vivi. Lupin non sa più cosa fare: quei polipi gli provocano un’orticaria tremenda e comincia a grattarsi:
LUPIN : Uiuiuiuiuiui... aiuto Jigen, non ce la faccio più, fa
qualcosa, uiuiuiuiui, ho bisogno di farmi un bagno caldo, ahhhhh !
JIGEN : Non è il momento più adatto Lupin, dobbiamo
filare
!
LUPIN : Non ce la faccio, devo grattarmi, uiuiuiuiui...
Nella sua irrefrenabile corsa da una parete all’altra della sala Lupin urta Jigen e la bottiglia, cadendo sul pavimento, si rompe. Lupin e Jigen guardano stupefatti il prezioso liquido rosso che si sparge sul marmo del pavimento.
LUPIN : Via !
Corrono sul tetto rincorsi da alcuni poliziotti e da Zenigata.
ZENIGATA : Fermati maledetto ! Dove corri ?
LUPIN : Uiuiuiuiu, non te la prendere paparino, ma devo proprio
filare...
Lupin e Jigen tagliano la corda attraverso la stessa via dalla quale sono entrati, la fune sul tetto, che tagliano una volta giunti sull’altro edificio. Salutano Zenigata e fuggono con Fujiko e Goemon a bordo della Mini di Fujiko. Zenigata urla dal tetto del museo, trattenuto per la giacca dai poliziotti:
ZENIGATA : Hai mandato in pezzi la preziosissima bottiglia che il
Governo
Italiano ci aveva affidato, nasceranno dei problemi con l’Italia, ma
non
te la farò passare liscia...
FUJIKO : Dov’è la bottiglia ? Voglio vederla, Lupin caro...
LUPIN : C’è stato un piccolo contrattempo, Fujiko, la bottiglia
si è... rotta !
FUJIKO : Lo sapevo, sei il solito idiota, di te non ci si può
fidare ! Non ti sposerò mai !
LUPIN : Ma-ma-ma, Fujiko cara, cherì, non è stata colpa
mia, l’ispettore Zenigata, sai...
FUJIKO : Niente ma !
Fujiko rallenta, si ferma e indica a Lupin la strada:
FUJIKO : Fuori di qui, non voglio più vederti. Tra noi è finita ! Fuori ho detto !
I tre scendono e si avviano camminando mentre la Mini riparte sgommando.
JIGEN : Lupin, quando la smetterai di correre dietro a quella donna
?
LUPIN : Ma che vuoi dire ? Questa volta non è stata certo colpa
sua se la bottiglia si è rotta, ma di quel maledetto ispettore.
Non lo sopporto più, ha rovinato il mio rapporto con la donna
che
amo ! Mhh... CI SONO !!! Dai, correte !
GOEMON : Dove ?
LUPIN : Non fate domande, ve lo spiego in albergo...
Nella stanza dell’hotel Lupin si avventa sul mucchio di giornali davanti al camino come alla ricerca di qualcosa. Dopo alcuni secondi impugna un giornale particolare ed esclama :
LUPIN : Trovato !
JIGEN : Trovato... che cosa ?
LUPIN : Ma il giornale che parla della macchina del tempo ! Non ricordi
? Con quell’apparecchio possiamo tornare indietro di qualche giorno,
prima
cioè che la bottiglia venga rotta, e rubarla. Non esiste
un’impresa
impossibile per Lupin III.
JIGEN : Ma ti ha dato di volta il cervello ?
LUPIN : Jigen, sei con me ?
JIGEN : Sì, ma...
LUPIN : E tu, Goemon ?
GOEMON : Certo, anche se...
LUPIN : Allora siamo tutti daccordo, partiamo domani !
Un Boeing 747 di bandiera russa decolla dall’aeroporto di Tokyo alla volta di Mosca. Contemporaneamente un piper si alza in volo da una pista privata. A bordo del Boeing sono seduti Lupin ( al finestrino ), Jigen e Goemon.
JIGEN : Non avevi detto che solo un folle farebbe scomporre il
proprio
corpo in miliardi di particelle con il rischio che non possano
ritrovare
la propria posizione originaria ?
GOEMON : Questo sarà il nostro ultimo viaggio insieme. Meditiamo
sull’aldilà...
LUPIN : Sentite, ma che vi prende ? Non vi fidate più di me
? Siamo alle soglie del 2000, la tecnologia ha fatto passi da gigante !
Cosa volete che sia una piccola scomposizione e ricomposizione
molecolare
per il professor ***, il più grande luminare della terra ?
JIGEN : Ma se tu stesso hai definito la cosa impossibile, da pazzi
indemoniati insomma.
LUPIN : Si, ma ho anche detto che la follia è una caratteristica
del genere umano...
Una hostess si avvicina e serve il pasto.
HOSTESS : Acqua ? Vino ? Succo di frutta ?
LUPIN : Heheheh, un bicchiere di vino cara. Sei bellissima, cheri...
JIGEN : Per me un wiskey. Liscio.
GOEMON : Per me del thè, grazie.
Lupin guarda fuori dal finestrino. Un puntino nero, lontano, si sta avvicinando al Boeing, facendosi sempre più grande. Lentamente si delinea la sagoma di un piper.
LUPIN : Ehi, guardate là. Chi è quel pazzo che punta verso di noi ? Con quel vecchio piper traballante finirà molto male...
In pochi attimi il piccolo aereo giallo affianca il Boeing e sul finestrino di Lupin si staglia minacciosa la faccia dell’ispettore Zenigata che agita tra le mani un grosso polipo.
ZENIGATA : Lupin, non tentare di sfuggirmi. Ti seguirò ovunque, ah, ah, ah...
Lupin si ritrae spaventato dal finestrino e salta sulle ginocchia di Jigen.
LUPIN : Aiuto-aiuto-aiuto, ma quello è papà Zenigata.
Un vero testardo !
JIGEN : Non ha proprio intenzione di mollarti !
GOEMON : Lasciatelo in pace, povero ispettore. Fa solo il suo dovere
e poi sta rischiando l’osso del collo, là fuori, su quel piper
disastrato...
LUPIN : Ma che fai adesso, lo difendi anche ?
Il Boeing 747, seguito dal piper di Zenigata, diventa sempre
più
piccolo e poi scompare all’orizzonte.
LUPIN : L’indirizzo è questo, scendiamo a dare un’occhiata.
Jigen paga il tassista.
JIGEN : Tenga pure il resto.